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Violetta Bellocchio: ho detto basta all’alcol

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La prima sbronza arriva a 18 anni, ad una festa di compleanno. L’alcol stravolge la vita di Violetta Bellocchio, giornalista e scrittrice ventottenne, che resta schiava di questa dipendenza per tre lunghissimi anni. Poi, dopo aver toccato il fondo più volte, Violetta decide di dire basta all’alcol, mettendoci tutta se stessa per uscire fuori dal tunnel di disperazione in cui era entrata.

All’inizio non è facile, l’alcol è sempre nei suoi pensieri, poi partecipando alle riunioni di Alcolisti Anonimi e si rende conto che dalla dipendenza si può guarire. “Ad un certo punto della mia vita, io non volevo più essere io. Volevo fuggire da me stessa e l’alcol era lì a portata di mano. L’unica relazione d’amore che mi regalava una via di fuga senza chiedere nulla in cambio”, racconta Violetta ad una rivista femminile. Nei tre anni di “black out” totale caratterizzati dalla frenetica ricerca di alcol, Violetta cerca di nascondere ai familiari e amici lo stato in cui si è ridotta, ma non sempre ci riesce. Anzi, non mancano i momenti di tensione ed imbarazzo, nonostante il suo “decoro” di facciata. “In un freddo giorno di Gennaio mi sono guardata allo specchio e, per la prima volta in vita mia, ho capito che dovevo smettere. Prima di andare alla riunione degli Alcolisti Anonimi mi sono fermata al McDonald a bere una birra. L’ultima. Smettere non è facile: per mesi ho continuato a sudare, ad avere attacchi di fame, tremori e spasmi muscolari, a sentire la pelle in fiamme, come se avessi un incendio dentro”, aggiunge.

In pratica a Violetta manca il “compagno” con cui ha condiviso per anni le notti ed ogni risveglio, l’alcol è un amore malato che la distrugge lentamente, giorno dopo giorno. Il corpo però non dimentica.

Nel 2012, dopo una crisi di pianto, la psicoterapeuta a cui si è rivolta fa capire a Violetta che i tre ani di inferno che ha vissuto non vanno rimossi, ma che anzi è utile sforzarsi di ricordare quei terribili momenti. “Oggi quando vado al supermercato passo davanti allo scaffale degli alcolici senza avvertire l’impulso di riempire il carrello e scolarmi tutto. Vedi, ce la stai facendo, è tutto passato (mi dico).Ricordare è stato quasi più duro che smettere di bere, ma alla fine ho recuperato il mio passato, quella parte di me che mi ostinavo a cancellare quando avrei dovuto imparare a conviverci”, conclude Violetta.

Violetta Bellocchio ha scritto in un libro intitolato “Il corpo non dimentica” (Mondadori, Strade Blu, 17 euro) i suoi tre anni di inferno trascorsi nel tunnel dell’alcolismo. Una storia fatta di svenimenti, ricoveri in ospedale, angoscia, paura di chiudere gli occhi per sempre. Ma anche una storia di coraggio e speranza, perché Valentina ce l’ha fatta, si è liberata dal demone dell’alcolismo e ora guarda avanti con fiducia, ottimismo e tanta forza in più.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci 

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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