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Social street, a Bologna il primo esperimento

Social street di Bologna

Social street di Bologna

In un’epoca come questa in cui sembra essere tutto virtuale, è importante diffondere realtà in grado di creare aggregazione sociale, comunicazione e mutuo soccorso tra persone in carne ed ossa. Con questo spirito sono nate le “social street”, comunità di persone che utilizzano  i social network per creare rapporti tra vicini, di porta, di palazzo, di strada.

Si tratta di gruppi di cittadini che abitano nella stessa strada e che decidono di costituirsi in comunità per socializzare tra loro e realizzare progetti che interessano sia i singoli che la collettività.

In questo modo diventa più facile trovare qualcuno che si occupi del bambino nel caso in cui si ha un impegno improvviso, o che ci aiuti a trasportare un mobile pesante. Altre iniziative interessanti possono essere prese sfruttando la modalità del social street, ad esempio il bookcrossing, una mostra fotografica, l’organizzazione di un concerto autoprodotto o un originale e divertente compleanno “in strada”.

Il primo esperimento di social street è partito da Bologna, per la precisione da via Fondazza, una strada stretta nel cuore del centro storico, con le tipiche case rosse e basse e i portici. Anche qui, come in altre città italiane, i rapporti umani sono diventati sempre più impersonali. Per intenderci, si fatica a salutare il vicino di casa che si incontra tutti i giorni sul pianerottolo. E’ stato Federico Bastiani, originario della Toscana che a Bologna vive con la moglie ed un bimbo, a decidere di riattivare i rapporti di vicinato creando un gruppo Facebook per i residenti della strada e poi l’ha pubblicizzato con qualche volantino. “Conoscere una decina di persone sarebbe stato già molto: oggi siamo già quasi in mille”.

Tra tutte le social street di Bologna si mettono insieme 6 mila persone, 5 mila a Milano. In tutta Italia, ormai, 15 mila. Esperienze analoghe, sulla falsariga di quella bolognese, sono nate anche all’estero: in Croazia, Portogallo, Brasile, Nuova Zelanda.

Facebook funge da strumento aggregatore. Le social street sono gruppi che nascono in Rete e che poi si ritrovano, appunto, in strada. La pagina del social network è il luogo dove iniziare la conoscenza reciproca e proporre iniziative o lanciare appelli.

Il fenomeno rientra tra quelle esperienze di condivisione sempre più diffuse che rappresentano una risposta concreta alla crisi economica. Una risposta che contrappone i valori antichi della comunità e della persona a quelli della precarietà e della globalizzazione.

Una bella idea, non vi pare? Avete esperienze simili da raccontare? Avete creato anche voi un gruppo di condivisione come i Gas (gruppi di acquisto solidale)? Raccontateci le vostre storie, contattandoci su iocelhofatta@libero.it

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

 

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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