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Silent Retreat, tutti i benefici della Meditazione in Solitudine

Gli anglosassoni la chiamano “Silent Retreat Mania”, ed è già diventato uno stile di vita per molte famose attrici americane. “Silent Retreat” o “Meditazione in Solitudine” è una tecnica antica, praticata in passato soprattutto dagli eremiti, che si ritiravano in luoghi impervi e inaccessibili per staccarsi dal resto del mondo.

Attraverso pratiche ascetiche entravano in contatto con il divino, rafforzando l’animo e trovando nuove risorse interiori inattese per affrontare le difficoltà.

Una pratica antica e sempre attuale

Questa tecnica antica, appannaggio solo di alcuni uomini più inclini all’ascetismo e alla riflessione, è tornata in voga nell’ultimo periodo, ora che un po’ tutti ci siamo ritrovati in solitudine, oppure, in altri casi, in compagnia dei soli familiari più stretti.

I benefici del Silent Retreat

In questo particolare momento che stiamo vivendo meditare può aiutare a conservare la salute e, al tempo stesso, tenere a bada l’ansia e la paura del contagio. In particolare, la tecnica del Silent Retreat, con il raccoglimento in spazi interiori senza interferenze esterne, riduce i livelli di cortisolo, favorendo un aumento delle difese naturali dell’organismo. Poi abbassa la pressione arteriosa, mantenendo in salute il cuore e riducendo il rischio di incorrere in infarto e ictus. Dal punto di vista psicologico una pratica costante di questa disciplina solitaria, oltre a tenere in allenamento il cervello, disintossica la mente dalla “bulimia di informazioni” che possono indurre ansia, migliora le relazioni sociali, perché rende più empatici ed altruisti.

Consigli per la pratica

Adottare alcuni accorgimenti di tipo fisico, ambientale e posturale è essenziale per migliorare l’efficacia dell’esperienza meditativa e per rimuovere ogni possibile ostacolo alla sua piena realizzazione. Innanzitutto, è necessario scegliere il luogo e il momento più consoni per praticare il Silent Retreat, selezionare una musica adatta e creare uno spazio fisico e mentale accendendo candele e incensi nella stanza. Chi ha a disposizione uno spazio aperto (terrazza, giardino) può meditare all’aria aperta, magari all’imbrunire o quando c’è più silenzio. E’ possibile meditare da seduti oppure da sdraiati, l’importante è sentirsi comodi.

Rilassamento senza distrazioni

Per focalizzarsi su se stessi è importante imparare a rilassarsi. Quando il corpo è totalmente rilassato, e il respiro diventa lento e profondo, si può iniziare a liberare la mente da qualsiasi pensiero, positivo o negativo che sia. L’obiettivo di questa pratica in solitaria è di lasciare scorrere i pensieri come se fossero le onde del mare, che passano e se ne vanno, fino a quando la mente è del tutto vuota. Ovviamente, nei 15-20  minuti scelti per la pratica, bisogna spegnere il cellulare ed eliminare qualsiasi elemento che possa essere di disturbo alla concentrazione.

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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