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Rosaria Dimodugno: un educatore con la E maiuscola

Dott.ssa Rosaria Dimodugno-fonte foto: R.D.

Dott.ssa Rosaria Dimodugno-fonte foto: R.D.

Ci sono professioni che, più di altre, vanno svolte con il cuore e con il sorriso. Ne sono più convinta adesso, dopo che ho avuto modo di conoscere Rosaria Dimodugno, giovanissima educatrice e pedagogista di Cerignola (Fg), che ha da poco inaugurato uno studio di Consulenza Pedagogica e Didattica. In realtà conosco Rosaria da molto tempo prima quando, durante un viaggio in treno, mi parlava con gli occhi luccicanti di emozione del suo lavoro a Molfetta come educatrice di minori a rischio. Laureata in “Educazione Professionale nel campo del Disagio minorile, Devianza e Marginalità” presso l’Università degli Studi di Bari, Rosaria si è successivamente specializzata in “Programmazione e Gestione dei Servizi educativi e formativi”. Ha poi frequentato la Scuola Triennale di Specializzazione in “Counselling Sistemico Professionale Relazionale” presso il Centro bolognese di Terapia della Famiglia.

L’esperienza di Rosaria si è formata su più fronti, ed infatti il suo neonato studio di Consulenza si rivolge prevalentemente su due aree educative: quella scolastica e quella della Disabilità. Oggi più che mai è difficile parlare di Educazione, soprattutto quando è sempre più presente un “gap” tra le famiglia e le istituzioni scolastiche. Se questa sinergia tra Scuola e Famiglia si rompe, è importante rivolgersi ad un esperto che possa ricucire con impegno e dedizione le eventuali fratture che possono avere pesanti ripercussioni sul minore o sul disabile.

Abbiamo incontrato Rosaria per augurarle in bocca al lupo per la sua nuova attività in proprio, che è riuscita a realizzare dopo un’esperienza ormai decennale. Nonostante la giovane età, Rosaria ha sempre avuto le idee chiare e oggi raccoglie i frutti del suo impegno in settori così delicati come la pedagogia e l’educazione. Ci piace ricordare il suo motto: “ Bisogna avere il coraggio di lasciare andare quello che si era, per diventare ciò che si vuole essere”, perché rende bene qual è la funzione del suo lavoro: guidare chi ha bisogno di un sostegno educativo e pedagogico per far uscire fuori al meglio competenze e risorse.

R: Tra i servizi offerti dal tuo studio, vi è anche il supporto alla genitorialità. Ritieni che oggi essere genitori sia diventato più difficile rispetto al passato?

RD: Penso che fare il genitore sia sempre stato il più impegnativo fra tutti i mestieri, ma oggi lo è più di ieri. Un tempo bastava dare degli ordini, delle direttive, alzare la voce quanto bastava per farsi ubbidire e un po’ di più per interrompere dei comportamenti non graditi. Un po’ quello che la maggior parte dei nostri genitori ha fatto e quello che i nostri nonni hanno fatto con loro. Oggi, oltre alle difficoltà che avevano i nostri genitori e i nostri nonni, esistono dei nemici, piuttosto ostacolanti, che non agevolano l’essere genitori in uno scenario politico, economico, culturale ed educativo in cui sono venuti meno: – i riferimenti e i valori; – i ruoli che risultano essere sempre più confusionari e, il più delle volte, i due genitori non sono allineati nelle regole e nei valori e questo complica ancora di più la situazione. Ecco l’urgenza di un Sostegno Pedagogico che fornisca, ai genitori, gli strumenti utili per far emergere al massimo il potenziale di cui dispongono, stimolandoli e motivandoli. A favore di una generazione che ha smarrito l’essere figli.

R: Ci ha colpito quello che hai scritto nella presentazione della tua attività: “Ormai da anni ci si è dimenticati dell’educazione, e non si fa altro che attribuire a problemi di natura prettamente educativa cause di natura medica rendendo tutto patologizzante, anche il semplice disagio di un adolescente o la troppa vivacità di un bambino”. A questo proposito, credi che oggi i bambini siano iperstimolati e per questo motivo a volte iperattivi?

RD:  In un mondo così frenetico e tecnologico i bambini, spesso, risultano essere iperstimolati e dall’esterno vengono bombardati di informazioni difficili da integrare, alle quali faticano a trovare una collocazione. I tanti contenuti sono spesso complessi, sempre diversi e rischiano di occupare tanto spazio nella mente dei bambini rendendoli, a volte, iperattivi, troppo adultizzati, incapaci di “Fermarsi” e di gestire le piccole difficoltà che incontrano ogni giorno. Ritengo necessario che, da un punto di vista educativo, tutti coloro che entrano a far parte del mondo dei nostri bambini debbano ritornare a dargli il giusto Valore al fine di entrare in contatto con loro, di comprendere le loro emozioni, i loro stati d’animo, favorire la comunicazione dei loro disagi e dei loro problemi, così come delle loro gioie. È fondamentale insegnare alle nuove generazioni a gestire le emozioni negative, a fronteggiare i problemi e lo stress ( sembra assurdo ma oggi molti bambini risultano stressati), a controllare la rabbia, ad approfondire eventuali temi e soprattutto devono imparare ad auto-gestirsi nei momenti negativi e a rilassarsi perché questi sono elementi importanti per un processo di crescita sana. Ma per far questo, i nostro bambini, hanno bisogno di quella guida importante rappresentata dai genitori che devono divenire consapevoli circa i compiti educativi da assolvere.

R: Spesso i genitori e i familiari di un disabile lamentano il fatto di sentirsi soli e poco supportati dai servizi pubblici nell’affrontare la disabilità. Ritieni che il privato possa essere di valido sostegno alla disabilità senza aggravio di costi per la famiglia?

RD: Senza nulla togliere al settore Pubblico, che tanto ha fatto e tanto continua a fare per le famiglie dei nostri ragazzi speciali, (nonostante le varie difficoltà economiche che incombono sul nostro paese), ritengo, comunque, che i professionisti operanti in ambito Privato siano di ottimo sostegno se la loro formazione ed esperienza sia all’altezza di rispondere, a 360° , alle esigenze di coloro che hanno di fronte. Se il Privato possa gravare o meno sulle finanze di una famiglia con un ragazzo speciale dipende molto dalla coscienza del professionista che eroga il servizio e dal suo essere deontologicamente corretto nei confronti di chi è in difficoltà e ha l’esigenza di essere risollevato da un destino che, altri, hanno creduto già segnato.

R: Il ruolo dell’Educatore e Pedagogista in una società come la nostra: quali sono le difficoltà più forti da superare?

RD: Negli ultimi anni la complessità crescente della vita sociale, la frammentazione culturale e la generalizzata crisi relazionale hanno modificato le relazioni sociali e familiari. L’individuo, molto più fragile rispetto a prima, trovandosi di fronte a un contesto sociale frammentato e disorientato, senza il supporto di quegli schemi valoriali caratteristici del passato, ha iniziato ad elaborare una reale richiesta d’aiuto. In questo scenario fatto di sfide educative si colloca la consulenza Pedagogica che si configura come strumento utile per rafforzare la capacità d’iniziativa del soggetto ( genitori, docenti, figure di riferimento), aiutandolo a superare i problemi che gli si presentano e ad aumentare la propria consapevolezza circa i compiti educativi da assolvere. Ne consegue che sia il Pedagogista che l’Educatore potranno essere d’aiuto se sapranno far leva sulle risorse di chi è in una situazione di bisogno e, lungi dal privilegiare le difficoltà, saranno capaci di dare speranza a chi si sente impotente e senza prospettive per il futuro.

R: In cosa consistono i Laboratori rieducativi che organizzi presso la tua struttura? Spiegaci meglio.

RD: I Laboratori sono delle modalità d’incontro per bambini, adolescenti e adulti e quando parlo di Laboratori Rieducativi mi riferisco a dei momenti di crescita finalizzati al potenziamento di abilità residue e allo sviluppo di capacità pratico-manuale nonché al mantenimento e allo sviluppo di competenze sociali. Le Aree che vengono prese in considerazione nell’attuazione di una qualsiasi tipologia di laboratorio sono: – L’Area della Socializzazione; – L’Area Cognitiva; – L’Area del Linguaggio; – L’Area Motoria. L’Obiettivo fondamentale sarà quello di permettere, a chi frequentera’ i miei laboratori, di sentirsi libero di Essere se stesso lontano da qualsiasi tipo di pregiudizio perché, penso che l’individuo vada apprezzato nello stesso modo in cui si apprezza un tramonto! Nello specifico, all’interno del mio studio, ho deciso di attivare i seguenti Laboratori: – Laboratorio di potenziamento cognitivo e motivazionale al metodo di studio (per studenti di scuola primaria, secondaria di I?e di II?e Università); – Laboratorio delle Attività Sensoriali; – Laboratorio sulle Strategie di Apprendimento; – Laboratorio di Educazione alla Sordità. Ovviamente questo è un anticipo dei numerosi laboratori che intendo attivare e molto dipenderà anche da quello che mi verrà richiesto.

E’ sempre bello conoscere chi svolge la propria professione con grande impegno, soprattutto quando è così giovane e motivata come Rosaria.

Pagina Facebook: Pedagogista Dottoressa Dimodugno; Lo Studio di Consulenza Pedagogica e Didattica, aperto tutti i giorni dalle ore 16 alle 21 in Cerignola (Fg)- si trova in Viale S. Antonio n. 30. Tel: 347/ 7923401

Intervista realizzata da Cristiana Lenoci

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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