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Resilienza: come stimolarla e superare le avversità

In cosa consiste la resilienza e perchè serve nella vita?

Il termine “resilienza” in metallurgia indica la capacità di un metallo di resistere a forti pressioni. In psicologia invece significa reagire resistere, riorganizzare positivamente la propria esistenza dopo aver vissuto un trauma (un lutto, un licenziamento, un abbandono sentimentale).

Option B di Sheryl Sandberg

Lo sa bene Sheryl Sandberg, direttrice operativa di Facebook, che due anni fa ha perso il marito e padre dei suoi figli per un attacco cardiaco a soli 47 anni. Qualche mese dopo, grazie allo psicologo Adam Grant, Sheryl scopre la resilienza e insieme scrivono il libro intitolato “Option B” (Piano B), pubblicato in Italia da HarperCollins, prezzo al pubblico 16 euro. In quelle pagine si legge che “se l’opzione A non è più disponibile, bisogna rimboccarsi le maniche e prendere il meglio dall’opzione B”. Secondo la Sandberg, la resilienza è l’insieme di forza e velocità con cui reagiamo di fronte ad un’avversità. Non si tratta di avere una spina dorsale, quanto piuttosto di rafforzare i muscoli che le stanno intorno. Sgorga dal profondo di noi stessi e dal sostegno che troviamo all’esterno.

Perdita del posto di lavoro: come ricominciare

Trovarsi da un giorno all’altro senza lavoro non rappresenta solo un danno economico, ma un vero e proprio “terremoto psichico” poiché mina l’autostima, la fiducia nelle proprie capacità e insinua il dubbio che l’ambiente da cui si è circondati non sia benevolo. Diventare improvvisamente disoccupati può gettare le persone nel baratro della depressione, aumentando il senso di inutilità. “Non ho saputo mantenere il mio posto di lavoro” è uguale a “Io non valgo nulla”. Di questo si convince chi vive il licenziamento, oggi purtroppo sempre più frequente. L’esperienza di esclusione dal mondo del lavoro, o la minaccia di perdere il posto possono alzare la capacità di resilienza, spingendo l’individuo a raggiungere una maggiore flessibilità e intraprendenza, ripartendo da se stessi per raggiungere nuovi obiettivi professionali.

Subire un tradimento: come reagire

Essere traditi dal proprio partner e scoprirlo per caso è un’esperienza destabilizzante, e per alcuni devastante. A maggior ragione se il legame appariva solido e la persona tradita aveva riposto totale fiducia nel partner. Quando la realtà si rivela nella sua crudezza, chi è ferito nella propria dimensione affettiva attraversa la fase dell’incredulità, poi della rabbia, infine quella della depressione. L’ultima e risolutiva- la fase dell’accettazione- richiede più tempo e perseveranza. Per reagire ad un tradimento la cosa migliore da fare è non chiudersi in se stessi e crogiolarsi nel proprio dolore. E’ invece importante provare fin da subito ad organizzare i nuovi spazi senza di lui/lei. Per i primi mesi è consigliabile evitare i luoghi che si frequentavano insieme e trovare piuttosto posti nuovi  e attività interessanti o divertenti da fare nel tempo libero. La rinascita può venire anche da un viaggio, che apre sempre la mente a nuovi e inaspettati orizzonti.

I tre requisiti per far fronte alle avversità

Secondo Susanna Kobasa, psicologa di Chicago, le persone resilienti possiedono questi tre requisiti: impegno, controllo, gusto per le sfide. Si fanno coinvolgere dalle attività, senza ansia e valutando realisticamente le difficoltà, sono convinte di poter dominare gli eventi e tenere testa alle difficoltà e agli imprevisti modificando se stesse e le proprie azioni per una migliore strategia, accettano i cambiamenti come fattori positivi. Le difficoltà non sono evitare o considerate pericolose, ma viste come interessanti sfide e preziose occasioni di crescita.

Buddismo tibetano e resilienza

“La forza interiore è la protezione più potente che hai. Non aver paura di assumerti la responsabilità della tua felicità”. Questo è uno degli aforismi più conosciuti di Tenzin Gyatso, la massima autorità del buddismo tibetano. Secondo il Dalai Lama, solo guardando dentro noi stessi con determinazione e ottimismo possiamo sentirci tutelati dalle avversità della vita. Nel lungo esilio a Dharamsala, in India, il Dalai Lama ha praticato la più forte resilienza politica mai espressa, paragonabile forse a quella di Gandhi contro gli inglesi: una resistenza interiore al sopruso, un essere rafforzati dall’oppressione nella propria identità.

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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