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Nicoletta Carchia: dalla Puglia in Australia

nicolettta carchiaCosa spinge una giovane e promettente sviluppatrice a lasciare l’Italia per raggiungere la lontana Australia? Su Iocelhofatta.com l’ennesima storia tutta pugliese di una “fuga di cervelli” verso Paesi più ospitali ed aperti al “nuovo”. A spiegarci le ragioni di una scelta del genere Nicoletta Carchia, originaria di un paese in provincia di Foggia, Stornarella.

Nicoletta Carchia ha compiuto gli studi presso il Politecnico di Bari, dove si è laureata in Ingegneria delle Telecomunicazioni con il voto di 110 e lode. Nel 2013 raggiunge Londra per ultimare una ricerca sulla tesi presso il dipartimento di elettronica ed elettrotecnica della Queen Mary University. Nel mese di Ottobre Nicoletta comincia un periodo di tirocinio di sei mesi all’European Medicines Agency di Londra, poi supera brillantemente le selezioni per entrare nell’azienda australiana DST Bluedoor nel ruolo di “software developer”. Nicoletta riceve l’allettante proposta da Brentwood, una località non lontana da Londra. Sceglie però l’Australia, infatti ora svolge l’attività di sviluppatore software a Melbourne insieme ad altri 550 dipendenti (lei è l’unica italiana tra questi). La compagnia sviluppa una piattaforma software per istituti finanziari, come banche e istituti che gestiscono fondi pensionistici e di credito in generale.

R: Va di moda, oggi, lamentarsi e fare polemica sui social per ogni cosa, anche per il lavoro che non c’è. Ritieni che chi si lamenta non abbia il coraggio che hai avuto tu di guardare ad un orizzonte più ampio?

N: Di primo acchito direi di si, ma poi pensandoci bene credo che ci voglia molto più coraggio a rimanere che a partire per lidi migliori. Pensare di rimanere a vivere in un paese il cui sistema è marcio a partire dalle radici e pensare di poter cambiare le cose, per quanto mi riguarda, è pura utopia. Ritengo che ognuno, grossomodo, sia fautore del proprio destino. Quindi nel momento in cui si fanno delle scelte poi bisogna assumersene anche la responsabilità, cosa che lascia poco spazio a polemiche e lamentele.

R: Per una donna che decide di andare all’estero e fare carriera in un settore tipicamente maschile come quello dell’elettronica le cose sono più difficili o non hai riscontrato questo nella tua esperienza?

N: All`estero il mondo lavorativo è governato dalla meritocrazia. Ciò vuol dire che non c`è discriminazione di sorta. Che tu sia bianco o giallo, cristiano o buddista, 50-enne o 20-enne, uomo o donna, non interessa a nessuno. Ciò che davvero conta sono le tue capacità, ciò che di buono hai da offrire nel tuo campo.

R: Da Stornarella a Melbourne, certo che differenza! Quando torni dalla tua famiglia che tipo di sensazioni provi?

N: Premettiamo che nel momento in cui decidi di partire, ovunque tu vada, nulla sarà più come prima, tu compreso. Relazionarsi con altre culture, avere la possibilità di realizzarsi professionalmente, vivere in un posto dove tutto funziona, dove hai tante regole e doveri ma in ti vengono riconosciuti tutti i tuoi diritti, ti permette di crescere personalmente e di vivere la vita guardandola da un` altra prospettiva. Ti apre orizzonti che prima non avevi mai considerato. Detto ciò, quando torno a casa da un lato sono felicissima di riabbracciare i miei cari e per tutto il tempo della permanenza cerco di godermi ogni singolo istante con loro; dall`altro invece mi sento come un pesce fuor d`acqua. Quello che un tempo sentivo essere il mio posto, ora non lo è più.

R: Quando hai capito che andare in Australia era la scelta giusta per te?

N: Ho cominciato a sognare l`Australia circa 7 anni fa, presa dal fascino della terra dei canguri, così lontana e irraggiungibile. Fino a quando un paio di anni fa, dopo un anno di tirocinio all`Agenzia Europea dei Medicinali, decisi di rimanere a Londra alla ricerca disperata di un lavoro che mi impedisse di ritornare in Italia. Ed ecco che tra i 2000 curricula inviati, uno era per una posizione come sviluppatore software per una compagnia con uffici a Londra e in altre parti del mondo, ma cosa importante, con quartier generale a Melbourne, Australia. Ed eccomi qui. Diciamo che non ho dovuto scegliere. Il mio sogno era lì, proprio di fronte a me. E il fatto di averla spuntata dopo un lungo (5 mesi) e arduo processo di selezione, mi ha solo confermato che ero sulla strada giusta.

R: Torneresti in Italia se ne avessi la possibilità?

N: Questa domanda mi viene posta spesso. E la risposta è secca e sempre la stessa. No. Ho nostalgia del calore familiare, delle mie cose, del buon cibo, ma non dell`Italia in generale. Un posto che, per le mille risorse e le tante bellezze potrebbe essere una meraviglia, ma che invece per l`eccessivo malfunzionalmento lascia poca speranza ai sogni di giovani che, come me, auspicano in un futuro all`altezza delle proprie aspettative.

Un noto cantante dice: “Voglio un futuro all’altezza dei sogni che ho”. E Nicoletta ci sta provando, anche se questo ha provocato il suo allontanamento dal suo paese. In bocca al lupo a lei e a tutti coloro che vivono all’estero per realizzarsi professionalmente. Aspettiamo le vostre testimonianze all’indirizzo di posta elettronica: iocelhofatta@libero.it.

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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