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Michele Spinelli: è un onore giocare nella mia squadra del cuore

Michele Spinelli

Michele Spinelli

Immaginate un ragazzino amante del calcio e appassionato di questo sport che riesce a realizzare un sogno: quello di essere chiamato a giocare tra gli “allievi nazionali” della squadra del cuore, l’AC Milan. Michele Spinelli, sedici anni, ha cominciato così la sua promettente carriera calcistica. I presupposti per diventare un campione ci sono tutti.

Ottime doti fisiche e tecniche, un padre calciatore e allenatore che lo guida fin da piccolo, un carattere caparbio e testardo, grande motivazione ad affermarsi nel mondo del calcio, grinta e tenacia nel perseguire gli obiettivi prefissati. Michele, originario di Cerignola (Fg) si è trasferito a Milano per seguire gli allenamenti, qui sta anche continuando gli studi. Miky accarezza il sogno di giocare nella sua squadra preferita, il Milan, appena comincia a camminare ed è in grado di tirare il calcio ad un pallone.

La sua grande passione per il calcio viene fuori subito, all’età di tre anni, e lo accompagna per tutti quelli a venire, dalla scuola calcio frequentata a Cerignola fino al suo ingresso nella squadra esordienti del Bari, che avviene nel 2009. Impegno e sacrificio sono costanti, Michele segue non solo gli allenamenti con grande entusiasmo, ma frequenta anche la scuola con profitto.

Il 16 Agosto 2012 comincia la sua grande avventura: viene convocato da Filippo Galli, Responsabile del settore giovanile dell’ AC MILAN, per il ritiro di preparazione a Pinzolo con i giovanissimi nazionali rossoneri. Michele dimostra di essere forte, entra da subito come titolare nella rosa della squadra guidata dal mister Walter De Vecchi. Dietro le grandi soddisfazioni di Michele c’è un grande lavoro di squadra familiare: il papà, la mamma, i due fratelli Valeria e Antoniogli sono sempre vicino, anche nei momenti più difficili.

Quest’anno Michele ha giocato negli allievi I/II divisione del Milan, allenati da Mister Cristian Brocchi, fiore all’occhiello della società rossonera. Campioni del loro girone con due giornate di anticipo, Michele ha potuto vivere tantissime esperienze calcistiche anche internazionali, per non parlare dei tanti e bei tornei in giro per l’Italia, alcuni anche vinti.

Il 25 Giugno scorso Michele ha firmato il suo primo contratto professionistico con la squadra del Milan fino al 2018. Il giovane calciatore partirà per il ritiro calcistico con la squadra della Primavera del Milan guidata l’anno scorso da Filippo Inzaghi, e quest’anno affidata alla guida di Mister Cristian Brocchi.

Nonostante i traguardi raggiunti, Michele è rimasto l’umile ragazzo di provincia che deve al suo impegno costante e alla sua determinazione. Il calcio non è certo solo il mondo dorato che noi tutti immaginiamo, richiede doti rare e grande motivazione.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Michele, ecco cosa ci ha raccontato.

R:  Cosa vuol dire per un ragazzo di 16 anni come te indossare la maglia della sua squadra preferita?

M: Per me indossare la maglia del Milan, che è la mia squadra del cuore, è un grande onore, un grande orgoglio, la indosso dimostrando per essa dedizione, impegno, sacrificio, passione, divertimento e grande attaccamento.

R: Quali sono, secondo te, le doti che un grande campione deve possedere?

M: Impegno, spirito di sacrificio, umiltà, intelligenza e tanta tanta Forza.

R: Si parla tanto, dopo il flop calcistico dei Mondiali, della necessità di introdurre nuove leve nel calcio italiano. Sei d’accordo, oppure ritieni che i “vecchi” servano per dare esempio di disciplina ai più giovani?

M: Sono d’accordo ad introdurre giovani e quindi nuove leve calcistiche nella nazionale italiana, giovani pieni di entusiasmo, voglia di fare bene, ma è altrettanto importante che nella squadra ci siano sempre i “vecchietti”, ossia le buone colonne portanti del calcio italiano, i veri Campioni, che sappiano disciplinare i nuovi calciatori. L’esperienza dei più grandi è sempre importante. Vestire la maglia della Nazionale è emozionante, le mie convocazioni in nazionale under 15 e 16 mi hanno fatto capire quanto è importante rappresentare l’Italia.

R: La tua passione per il calcio è così forte da farti passare sopra a qualsiasi rinuncia: ma c’è qualcosa a cui ti pesa particolarmente rinunciare?

M:  Mi pesa tanto stare lontano dalla mia famiglia, dagli amici di sempre, dalla mia Cerignola, dalle mie abitudini, dalla mia cameretta. Insomma dal calore che il Sud ha in tutti i sensi, che il Nord non potrebbe nemmeno immaginare di avere. Ciononostante, ora ho uno stile di vita differente, dedicato alla scuola e al calcio, e vivendo in convitto con i miei compagni di squadra e con i tutor si è creata una seconda famiglia a cui io sono molto affezionato. In compenso la mia famiglia è sempre presente e cerca in tutti i modi di non farmi sentire “lontano” da casa.

R: Ti hanno paragonato a Thiago Silva, ma a quale campione ti senti più vicino come personalità e carattere?

M: Sono felice e pieno di orgoglio per questo avvicinamento al grande Campione Thiago Silva, io mi rivedo in lui per qualità e carattere. E  cercherò con grande impegno di diventare come lui. La mia grande avventura è iniziata tre anni fa, sta diventando sempre più importante ed io cercherò con tutte le mie forze di migliorare e di andare avanti, portando in alto il nome della mia famiglia e della mia Cerignola.

Siamo tutti con te, Michele!

Intervista realizzata da Cristiana Lenoci 

 

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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