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Mauro: ecco come ho cominciato a fare il deejay

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Ho sempre pensato che chi svolge attività o professioni inerenti la musica è perché ce l’ha dentro più di altri, comincia ad amarla fin da piccolo e poi da adulto se ne appassiona al punto da dedicarle tempo ed energie. Nonostante sia davvero difficile- bisogna dirlo- vivere di una passione, oggi.

Ho incontrato Mauro Minervini, diciannovenne di Cerignola (Fg) per fare quattro chiacchiere con lui, visto che il mese scorso ha partecipato ad un concorso di DJ piazzandosi al primo posto. Nonostante la neve e le temperature glaciali, io e Mauro ci siamo incontrati, e durante la nostra chiacchierata lui si è piacevolmente lasciato andare a raccontarci qualcosa del suo passato e dei propositi futuri.

R: Partiamo dal presente. Mauro, il mese scorso, a Ruvo di Puglia, hai vinto il Karibu Dj Contest (organizzato da Karibu e Assodeejay, con il patrocinio del Comune di Ruvo, n.d.r.), aggiudicandoti l’accesso alla finale del contest nazionale. Un bel traguardo, vista la tua giovane età.

M: Sì, sono arrivato al primo posto tra sei finalisti. E’ stata una bella soddisfazione, anche perché ho partecipato al concorso senza grandi aspettative, solo per divertirmi un po’. Tra l’altro è il primo concorso in assoluto a cui fino ad ora ho partecipato, quindi è di buon auspicio per il futuro.

R: Raccontaci i tuoi esordi: quando hai capito che ti sarebbe piaciuto fare il DJ “da grande”?

M: La musica mi è sempre piaciuta, fin da piccolo. Tutto è partito con un vecchio stereo a colonnina di mio padre, rotto e poi aggiustato per poterci ascoltare i miei brani preferiti. Diciamo che ho ereditato “l’orecchio musicale” da mio padre, che era appassionato di diversi generi musicali. Il primo mixer è arrivato nel 2010, avevo tredici anni, l’ho pagato anche un bel po’ di soldini. Da allora ho cominciato ad utilizzarlo per animare le festicciole tra amici. Con il tempo ho cercato di affinare la mia tecnica e di imparare sempre cose nuove. Non è per niente facile “mettere musica”, fare attacchi di effetto richiede bravura e padronanza degli strumenti. Ora quando mi invitano alle feste o ai ricevimenti metto musica dietro compenso, e questo hobby mi piace tanto. Io sono uno studente in “Tecniche ortopediche” e frequento l’Università Cattolica di Roma.

R: A proposito di strumenti: oggi il DJ deve essere bravo ad utilizzare la tecnologia nel suo lavoro. Cosa ne pensi al riguardo?

M: Niente è ormai possibile senza l’uso di strumenti tecnologici. Anche se ci sono DJ che preferiscono ancora i vecchi vinili per fare musica, perché in fondo questa professione è nata con i vinili per poi “perfezionarsi” con la tecnologia.

R: DJ e divertimento. Quanto conta la presenza “scenica” per un DJ oggi?

M: Ci sono deejay che riescono a trasformare il “mettere musica” in un vero e proprio spettacolo. Certo, bisogna sempre adeguarsi ai contesti e al pubblico che hai di fronte. Ad esempio, nei piccoli ricevimenti o ai matrimoni è necessario inventarsi qualcosa in più per coinvolgere i presenti, mentre in discoteca il pubblico ci va per divertirsi e ballare, quindi non bisogna sforzarsi più di tanto. L’importante, però, è selezionare la musica giusta.

R: C’è un DJ che ti piace particolarmente?

M: Direi che ho un idolo, ed è Frankye Polaris (Francesco Saponieri). Poi mi piace molto anche la tecnica utilizzata da Giorgio Prezioso.

R: Credi che fare il DJ sia un po’ rischioso e che non sia una professione stabile?

M: Purtroppo qui in Italia, oggi, è ancora così. Sono pochi i professionisti che riescono a vivere di questo lavoro. Io credo di terminare gli studi e mettermi a lavorare, ma la passione per la musica non mi abbandonerà mai e cercherò di mettere musica tutte le volte che mi sarà possibile.

R: Tra i deejay cerignolani, chi stimi in maniera particolare o ti piace per la musica che propone?

M: A Cerignola ci sono ragazzi che fanno musica seriamente e sono anche molto bravi. Gianfranco D’Aprile è un deejay che ama suonare con i vinili, un po’ lontano dal mio genere ma devo dire che è bravo nel suo lavoro. Poi ci sono Fabio Bpm, Cosimo Mancino e Emanuele Scardina, sicuramente più affini al mio stile e che stimo parecchio.

Mauro ha lo sguardo simpatico ed ha anche una virtù che oggi è abbastanza rara: l’umiltà. Non si sente “arrivato” solo perché ha vinto un concorso importante con la possibilità di accedere alle finali nazionali. Sa che la strada è lunga e che non è un ambiente facile. “Sono tutti sempre pronti a sgominare e a metterti in difficoltà”, ha detto.

Ma dalla sua ha tanta bravura e l’età: il tempo gli regalerà belle soddisfazioni. Ne siamo convinti!

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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