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Luigi Fiorenti: il mio grande amore? Il teatro

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Giovane ma determinato, è così che ci appare il ventiquattrenne Luigi Fiorenti, performer di musical originario della Puglia che, per realizzare il suo sogno, è andato a vivere a Bologna. La passione per il palcoscenico è forte fin da piccolo, quando nelle recite scolastiche e nella comunità parrocchiale si ritrova spesso ad interpretare il ruolo di protagonista. Dopo gli studi, Luigi decide di muovere i primi passi per trasformare la sua passione in un lavoro e dedicarsi totalmente al teatro: lascia la Puglia e si iscrive quindi alla Bernstein School of Musical Theatre (BSMT) di Bologna, qui si diploma nel 2013.

In questa scuola prestigiosa Luigi impara diverse discipline: la danza classica, il canto, il jazz, l’hip-hop, il tip tap e la recitazione. Il percorso formativo termina con uno stage a Londra. Le soddisfazioni cominciano ad arrivare, gli sforzi e i sacrifici vengono ampiamente ripagati. Nel 2012/2013 partecipa come Solista e Ensamble nella manifestazione “Cosmoprof”, e nello stesso periodo debutta nella prima nazionale del Musical “Les Miserables” al Teatro Comunale di Bologna: nell’opera, diretta da Gianni Marras, Luigi interpreta il ruolo di Jean Prouvarie.

Nel 2013 arriva il secondo posto in un concorso rivolto a performer di musical, il Premio Etta Limiti Musical. Successivamente, entra nel cast del musical “Cappuccetto Rosso” nel ruolo di Ensamble e cover Otto/Oscar prodotto da Stuntman Show. Di recente Luigi, il 28 Maggio scorso, ha debuttato sul palcoscenico “Duse” di Bologna con il musical “Love Story” diretto da Howard Goodall, ispirato al film del regista Arthur Hiller che tanto fece successo negli anni Settanta. Il musical, come la pellicola cinematografica, racconta la storia di Oliver e Jenny e del loro tragico amore. A partire da Gennaio del 2015 il musical, presentato al “Summer Musical Festival”  di Bologna, toccherà le principali città italiane (tra cui Firenze, Roma e Milano).

Abbiamo chiesto a Luigi di parlarci della sua passione e di quello che farà in futuro, ecco quali sono le sue risposte.

R: Quando hai scoperto di avere un talento per il teatro e la scena?

L: Fin da bambino, da quando frequentavo i corsi di teatro alle scuole elementari, nutrivo un interesse particolare per il teatro. Devo dire che fortunatamente avevo anche una buona predisposizione, per cui avevo l’opportunità di interpretare anche ruoli principali. Promisi a me stesso fin da allora che avrei speso tutte le mie energie per rendere questo universo di emozioni che si vivono sul palco il mio lavoro. Così dopo il diploma ho intrapreso questa strada e ho deciso di studiare a Bologna, alla BSMT, che è un’accademia per performer di musical.

R: Le difficoltà per chi vive di arte in Italia sono tante, come le affronti tu che sei così giovane?

L: Beh, le difficoltà sono molte, però mi danno la carica e l’entusiasmo per impegnarmi al massimo delle mie capacità per migliorare, affrontandole con la spensieratezza di chi muove i primi passi, con la voglia di fare questo mestiere a tutti i costi, di vivere questa passione con tutto me stesso. E’ dura pensare di poter vivere di teatro, ma non voglio rinunciare a realizzare quello in cui credo senza averci provato.

R: Quali sono state le emozioni che hai provato nel debuttare come protagonista nel musical “Love Story”, la struggente storia d’amore che hai interpretato con l’attrice e tua fidanzata nella vita, Veronica Appeddu?

L: E’ stata una grande emozione debuttare in “Love Story”, soprattutto perché lo spettacolo al “Duse” di Bologna è stato una prima nazionale. La tourneè italiana partirà nel 2015, e tutte le attenzioni erano concentrate su un’unica data. C’è stata una grande risposta di pubblico, e una partecipazione emotiva sorprendente. Durante le scene più toccanti e commoventi dal palco si sentiva il rumore di pacchetti di fazzoletti che venivano aperti all’occorrenza. E’ stato gratificante per me e per tutto il cast riscontrare simili picchi di emozionalità tra il pubblico. Il fatto che ad interpretare il ruolo della protagonista femminile sia Veronica Appeddu, che è la mia metà anche nella vita reale, può sembrare una pre-condizione che ha dei suoi vantaggi. In realtà non è semplice distaccarsi dalla propria vita amorosa, immedesimandosi in personaggi totalmente diversi da come siamo e viviamo il nostro rapporto, anche se l’affinità fisica è la nostra.

R: Quali sono le doti caratteriali che occorre possedere per fare strada nel mondo del teatro? Cosa consiglieresti ad un giovane appassionato come te che sta compiendo i primi passi?

L: Innanzitutto bisogna essere disposti a sacrificarsi, aperti a tutto, tenaci, capaci e svegli. Serve una certa sicurezza, o meglio consapevolezza delle proprie capacità e ostinata capacità di migliorarsi. Non si tratta si sola passione, che è più come la benzina che fa muovere il tutto, che ti fa accettare più di buon grado le rinunce che sei costretto a fare per intraprendere questa strada. E’ tra le cose più belle al mondo fare di una passione il proprio lavoro, trasforma anche la fatica in felice soddisfazione. Consiglierei a chi vuole iniziare questo percorso di studiare in una scuola ben attrezzata, per avere gli strumenti e la tecnica che educano il talento. Ma soprattutto, prima di spendere tempo e soldi, bisogna essere sicuri che questa sia la propria strada e non un hobby temporaneo. Una volta che si è stabilita questa prioritaria distinzione, è indispensabile lottare, crederci e non arrendersi mai. Queste sono le armi migliori per difendersi dalle tante porte in faccia, poi le soddisfazioni che verranno dopo leniranno i lividi sul naso.

R: Quali sono i tuoi progetti futuri?

L: Ho ambizioni che mi aiutano a fissare gli obiettivi che segnano la strada da percorrere, traendo forza dai progetti a breve termine, come questo spettacolo appena all’inizio. Per ora attendo con ansia di iniziare la tourneè, con l’auspicio che possa toccare anche la Puglia, magari con una tappa vicino casa, per sentire il calore della mia famiglia e i parenti e gli amici che mi sostengono e incoraggiano a distanza. Ovviamente continuerò a studiare e a perfezionare la tecnica, a fare provini, la strada è lunga. Vorrei comunque ringraziare la mia famiglia per il supporto e la carica che mi danno anche a distanza di chilometri, senza di loro non sarei qui. E ringrazio anche Angelo Minardi, per una chiacchierata che tempo fa mi ha fatto fare la scelta giusta!

In bocca al lupo Luigi, e arrivederci presto!

Intervista realizzata da Cristiana Lenoci

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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