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Jan Koum, inventore Whatsapp: non dimentico da dove vengo

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Uno dei più grandi meriti che si può attribuire ad un uomo è quello di raggiungere grandi traguardi nella vita senza mai dimenticare né rinnegare le proprie origini. In questi giorni si sta parlando tanto dell’applicazione Whatsapp, che è stata ceduta a Facebook per la cifra di 19 miliardi di dollari (circa 14 miliardi di euro). In questi stessi giorni stanno facendo scalpore le notizie che provengono dall’Ucraina, in particolare dalla capitale Kiev, nella quale si continua a morire durante gli scontri in nome della libertà. Cosa hanno in comune queste due cose?

Parlare di Jan Koum significa raccontare la storia dell’inventore di Whatsapp, la rivoluzionaria app che in pochi mesi ha rivoluzionato totalmente il modo di inviare e ricevere messaggi, e parlare anche dell’Ucraina, visto che Koum, originario di questo stato, va via dall’ex paese sovietico con sua mamma, a soli sedici anni, alla volta degli Stati Uniti, per vivere un’esistenza migliore e non soffrire la povertà. Oggi Jan Koum ha trentasette anni d è il fondatore numero uno di Whatsapp, ma non ha dimenticato le sue origini e tutto quello che ha sofferto prima di diventare così ricco e famoso.

Giunto in America con la “valigia di cartone” per trovare un futuro migliore insieme a sua madre, l’allora sedicenne Koum vive con i “food stamps”, i buoni pasto che vengono forniti alle famiglie povere secondo il programma di assistenza federale. Poi, con la sua tenacia, bravura e determinazione Jan riesce a laurearsi in Ingegneria e inventa una delle app più famose al mondo, Whatsapp.

Sua mamma non c’è più, è morta nel 2000, lui ora secondo il Forbes è tra gli uomini più ricchi del pianeta (con un patrimonio che sfiora i 6,8 miliardi di dollari). La stampa americana descrive Koum come un personaggio piuttosto atipico: è riservato, non ama apparire in pubblico e non ha voluto neppure apporre un’insegna all’ufficio in cui lavora insieme a Brian Acton: “tutti sanno dove lavoriamo: perché farlo allora?”.

Davvero un tipo particolare, Jan Koum, e devo essere sincera sembra essere proprio simpatico. Che abbia giocato di più la fortuna o la bravura nel suo caso non è dato saperlo, ma una cosa è certa: Koum non ha mai perso l’umiltà, anche adesso che gestisce un impero finanziario.

Cristiana Lenoci

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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