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Italiani in fuga dall’Italia?

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C’è chi lo fa per trovare un lavoro, chi per mettersi alla prova con nuove esperienze, chi per godersi riposo e pensione. Sono moltissimi gli italiani che decidono di trasferirsi all’estero e cambiare completamente vita. Per la precisione sono 4 milioni 482 mila, secondo i recenti dati diffusi dal Ministero dell’Interno e aggiornati al 31 Dicembre 2013. La metà sceglie un Paese europeo, ma gli altri si spingono oltre, raggiungendo paesi incontaminati o dall’economia emergente che offrono maggiori possibilità di occupazione. Ma come si spiega questo fenomeno, ben più ampio della fuga dei cervelli di cui spesso si parla?

 Identikit dell’italiano che parte dall’estero

Il giovane in cerca di opportunità: Australia, Canada, Stati Uniti sono tra le destinazioni preferite, perché gli stipendi sono generalmente adeguati al tenore di vita. Molto appetibili sono anche Paesi la cui economia sta crescendo rispetto ad alcuni anni fa, come l’Argentina e il Brasile, dove si trovano opportunità di lavoro qualificato. La vecchia Europa però continua ad attirare i giovani italiani, con Germania, Regno Unito e Svezia tra i Paesi più gettonati: qui i salari sono adeguati e la qualità della vita è buona.

La famiglia che vuole cambiare vita: un’ottima meta se a trasferirsi all’estero è una famiglia con prole sono i Paesi Bassi, in cui il costo della vita è inferiore a tanti Paesi del Nord Europa, la settimana lavorativa è corta e si possono ottenere fino a 16 settimane di congedo retribuito per la maternità. Anche la Norvegia e la Danimarca sono Paesi da prendere in considerazione, soprattutto per le politiche attente ai diritti della madri che lavorano.

Il pensionato che desidera un tenore di vita più alto: per chi è andato in pensione le mete ideali sono quelle che coniugano un basso costo della vita con un clima mite. Non è una caso, quindi, se i Paesi preferiti dagli over 65 sono quelli caldi del Centro America, del Nord Africa e dell’Asia. Altrettanto gettonati dai pensionati italiani sono le Filippine, la Repubblica Domenicana, Canarie e Costa Rica. In questi Paesi il costo della vita è molto basso, e con meno di 300 euro ci si può permettere di affittare un appartamento.

 Le domande da farsi prima del grande passo

Che cosa si sta cercando? Quale Paese scegliere? Sarà facile ottenere il visto? Residenza sì o residenza no? Come ci si regola per l’assistenza sanitaria?

E’ importante dedicare un po’ di tempo alla ricerca di informazioni e notizie circa i Paesi verso i quali si propende. Avere già una rete di relazioni in loco (parenti, amici o semplici conoscenti) è un elemento importante per decidere verso quale Paese orientarsi.

Una volta fatta la scelta del Paese nel quale trasferirsi, iniziano i passi concreti per il trasloco. E’ bene iniziare già dall’Italia a tessere una rete di relazioni che permetterà di affrontare le questioni pratiche: come trovare un lavoro, la casa, la scuola per i figli. Altra cosa fondamentale: imparare la lingua locale, perché altrimenti tutto diventa molto più complicato. Non ci si potrà mai integrare completamente senza comunicare nella lingua originaria del posto.

 Cristiana Lenoci

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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