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Home restaurant, come aprirne uno

Home restaurant- fonte foto: il Sole24Ore

Home restaurant- fonte foto: il Sole24Ore

In tempi di sharing economy, quella degli home restaurant non è che una delle tante tipologie dell’economia della condivisione che sta ormai spopolando sia in America che nei Paesi europei. Le cene in casa vengono organizzate tra perfetti sconosciuti, che contribuiscono alla spesa con l’obiettivo di condividere con i proprietari di casa non solo il cibo genuino, ma anche momenti di piacevole convivialità. Il contatto in genere avviene attraverso la Rete: ci sono diverse piattaforme social che raccolgono eventi di questo tipo, dove si può facilmente prenotare e poi pagare.

Sempre più turisti decidono di provare l’esperienza dell’home restaurant per conoscere meglio dal vivo le abitudini e le tradizioni gastronomiche dei paesi, ma anche i residenti apprezzano molto questa nuova e interessante frontiera del “social eating” per ampliare le conoscenze e assaporare nuovi gusti.

Community per cene social

Se volete trascorrere una serata alternativa cenando tra le mura di casa a Roma potete consultare “Ceneromane”, la piattaforma social di riferimento per turisti e residenti nella Capitale che vogliono cimentarsi in avventure gastronomiche senza però trascurare la location. Gli affiliati sono circa 40: il progetto attivo dal 2012, è stato autofinanziato per poi riuscire ad accedere ad un programma di Banca Sella. Il prezzo medio di una cena si aggira sui quaranta euro.

La più grande community italiana di cene social ha sede a Bari e Torino, e si trova su www.gnammo.com. Presente il 124 città, la community Gnammo fino ad ora ha realizzato circa 500 eventi. Sul sito è possibile scegliere tra più opzioni: dal brunch economico da 10 euro ad una cena di più alto livello servita a quaranta, passando per menù etnici, vintage e a tema.

In Europa il primo ristorante casalingo è stato inaugurato a Londra nel 2009. La pioniera è stata Kerstin Rodgers, (MrsMarmiteLover) fotografa professionista, il cui blog figura oggi al 29° posto tra quelli più seguiti nel Regno Unito.

A New York lo chef professionista Marco Maestoso prepara piatti succulenti nel suo monolocale di 50 mq a Manhattan, reinterpretando ricette tipiche italiane. Lo chef è affiancato dalla compagna con cui condivide l’appartamento, Dalila Ercolani.

Come aprire un home restaurant

Se l’attività di preparazione dei pasti avviene in casa, non è commerciale. Questo significa che dal punto di vista fiscale si può svolgere l’attività senza apertura di partita Iva, poiché si configura come attività lavorativa occasionale (non soggetta a regime fiscale) fino ad un massimo di 5000 euro lordi all’anno, oltre cui scatta l’obbligo contributivo. Se il reddito accumulato non è superiore ai 30 milioni all’anno si applica il regime agevolato dei minimi. Inoltre, anche se non è obbligatoria l’autorizzazione sanitaria, bisognerebbe comunque essere in possesso di un attestato sulla sicurezza alimentare.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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