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Fratel Biagio: ho abbandonato tutto per dedicarmi ai poveri

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Non è la prima volta che la redazione di Iocelhofatta presta attenzione ad alcune storie particolari, in cui ci sono “eroi moderni” che raccontano le proprie scelte di vita facendo riflettere sul senso dell’esistenza. Quando abbiamo conosciuto la storia di Fratel Biagio, missionario laico, ne siamo rimasti molto colpiti ed è per questo che la proponiamo a voi lettori.

E’ il 5 Maggio del 1990. Biagio Conte è un giovane di ventisei anni palermitano come tanti. Non gli manca nulla, ha tutto quello che serve ad un ragazzo della sua età per stare bene: soldi, una famiglia benestante, la fidanzata. Ma Biagio è comunque insoddisfatto e vedere tanta povertà intorno a lui, per le strade della sua Palermo, lo rattrista molto.

Così decide di fuggire da casa, lasciando tutto ciò che di comodo e confortevole aveva per cominciare una vita da eremita tra le montagne di Monreale. L’unica compagnia durante questo viaggio, che diventa una esplorazione all’interno di se stesso, è il cane Libertà, che incontra durante il suo percorso. Biagio trascorre due mesi godendo del silenzio delle montagne e la pace della natura circostante. Dopo di che il ragazzo si accorge che la sua vita sta cambiando profondamente, e anche se non ha più nulla e vive di elemosina, si sente ricco dentro e pieno di amore per gli altri. Il suo viaggio lo conduce dalla Sicilia fino all’Umbria, ad Assisi, la città in cui è vissuto San Francesco, passando per la Calabria, la Basilicata, la Campania. La famiglia lo cerca disperatamente, si rivolge anche al programma di Rai Tre “Chi l’ha visto” che si occupa di persone scomparse.

La scelta di Biagio è chiara: vuole vivere come un missionario e occuparsi degli emarginati e dei poveri, proprio come San Francesco. Per un momento gli balena l’idea di partire per l’India o l’Africa, poi comprende che il disegno divino prevede un’altra strada per lui. E così torna nella sua amata Palermo vivendo per strada o alla stazione con i migranti e coloro che non hanno fissa dimora. Biagio fonda nella sua città nativa la prima Missione di Speranza e carità, un progetto di accoglienza per emarginati a cui si uniscono numerosi volontari sulla scia del motto “Sbracciati e datti da fare”.

La comunità creata da Biagio viene sostenuta anche dal salesiano Don Pino: sono tante le persone che, con l’aiuto della Missione, riescono ad uscire dalla condizione di miseria ed emarginazione, a trovare lavoro, a tornare nelle proprie famiglie. Oggi le Missioni a Palermo sono tre e funzionano benissimo, accogliendo ottocento persone con l’aiuto di circa 400 volontari. Il miracolo di Fratel Biagio si è compiuto, ma pare che anche lui ne abbia ricevuto uno. Costretto su una sedia a rotelle, l’uomo ha recuperato l’uso delle gambe dopo un viaggio a Lourdes.

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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