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Cucinare, un’occasione per esprimere se stessi

donna in cucina-fonte foto: psdm.org

donna in cucina-fonte foto: psdm.org

Se una volta cucinare era un dovere, oggi è diventato un piacere. In un’epoca in cui il lavoro offre spesso poco spazio per l’estro e l’iniziativa personale, la cucina diventa un’opportunità: un’area protetta in cui essere finalmente se stessi. La cucina diventa uno strumento per manifestare la propria creatività al di fuori degli schemi, con libertà e originalità.

Cucinare è creare, improvvisare, lasciarsi guidare dall’istinto; avere modo di sbagliare e riprovare, senza timore. Mostrare le proprie abilità e non essere giudicati, come accade in altri ambiti della vita. Il bello è lavorare ed essere ricompensati: in cucina, infatti, gli sforzi vengono ripagati.

Cucinare aiuta il rapporto con se stessi, a 360°. L’impegno, la cura, l’attenzione che si mettono in gioco quando lo si fa funzionano da anti-stress, cancellando stati di umore negativi o depressi. Per la sua valenza conviviale, cucinare ha effetti positivi anche nelle relazioni con gli altri. Ai fornelli si comunica, si rafforzano e rendono più intimi i rapporti con le persone care.

In coppia si risolvono gli squilibri: ai fornelli si è costretti in uno spazio comune dove, per stare insieme, si deve trovare un “accordo” accettato da entrambi. E’ una perfetta metafora della relazione amorosa, in cui però le dinamiche possono ribaltarsi e per questo sorprendere.

Con gli amici si accresce l’intimità: cucinare tra amici resta un’esperienza molto divertente e conviviale. E’ un’occasione per scherzare e giocare, imparando gli uni dagli altri. Preparare una cena insieme per una ricorrenza particolare, per esempio, è un’occasione per vivere un’esperienza che unisce e rasserena, per fare festa e sperimentare insieme. Cucinare per una persona cara, per un amico, avendo cura di fargli trovare i suoi piatti preferiti, è un modo per esprimere affetto e calore.

Con i figli si alimenta la fiducia: cucinare con i propri piccoli è un’occasione per coinvolgerli e sviluppare il loro senso di fiducia. Renderli partecipi contribuisce anche a sviluppare il senso di responsabilità. Il cibo può essere anche un’opportunità di dialogo e di incontro, per esempio con un adolescente ribelle.

Cucinare accresce l’autostima: la manualità è uno strumento per essere protagonisti e dimostrare le proprie capacità. Si torna alla manualità, il corpo vuole esprimersi, sperimentare sensazioni semplici ma reali. In cucina si lavora con le mani, si allenano i sensi, si stimola il gioco e la convivialità. Occorre però sempre chiedersi “che cosa” si sta cercando attraverso il cibo. Bisogna farsi guidare dal “bisogno” e poco importa se il risultato non è perfetto dal punto di vista estetico. Non conta solo il risultato: uno degli aspetti più interessanti della cucina è proprio l’esplorazione, la sperimentazione, la preparazione, l’attesa. Focalizzarsi solo sul risultato è limitante, come concentrasi sulla meta e non godersi il viaggio.

Ti piace cucinare? Vuoi raccontare la tua esperienza? Hai realizzato un’attività in questo settore? Scrivi alla nostra redazione, iocelhofatta@libero.it. Saremo contenti di ricontattarti!

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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