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Come aprire un’impresa on the road

Impresa on the road

Impresa on the road

Non stupisce più vedere, ad ogni angolo di strada, ape car allestite come bar, furgoni come boutique e camioncini come paninoteche. Si tratta della versione itinerante di mercati e negozi, più snelli, pratici e dai costi più bassi. Cosa serve per aprire un’impresa on the road? Ecco i consigli, le dritte, i pro e i contro di un investimento del genere.

In tempi di crisi, ciò che scoraggia maggiormente un aspirante imprenditore sono i costi fissi elevati: mutuo, bollette utenze, affitto del locale. Per questo motivo l’ambulantato, soprattutto in forma itinerante, sta prendendo sempre più piede nel nostro Paese.

Munendosi di ape car, furgoni e camioncini attrezzati si può diventare commercianti anche al di fuori delle tradizionali quattro mura. Basta trovare una piazzola o presentarsi ad un mercato rionale, aprire il proprio mezzo ed il gioco è fatto? In realtà le cose non vanno proprio così.

E’ importante sapere che esistono due tipi di licenze per svolgere un’attività di questo tipo. La legge n.114 del 1998 (la c.d. “Riforma Bersani”) stabilisce che per essere ambulanti è necessario avere una licenza, che si distingue in due tipi di autorizzazione.

La prima è la licenza a posteggio fisso, con concessione per 10 anni da parte del Comune di operare dentro un mercato, di fare commercio itinerante e partecipare alle fiere in Italia. Per ottenerla è necessario presentare una domanda in Comune corredata da una marca da bollo da 16 euro, la dichiarazione Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), l’iscrizione alla Cciaa Registro imprese e, in alcuni casi, anche il certificato antimafia; il banco si ottiene o partecipando ad un bando pubblico oppure subentrando ad un altro commerciante.

La seconda licenza è quella itinerante vera e propria, che permette di esercitare in Italia e nei mercati solo per i posteggi non assegnati o non occupati dai titolari. In questo caso occorre presentare, oltre ai documenti citati sopra, due marche da bollo da 16 euro: una per la domanda e una per l’autorizzazione. Se si vendono alimenti, bisogna rispondere ad almeno uno di tali requisiti: avere frequentato con esito positivo un corso per il commercio alimentare; avere esercitato, in proprio o come dipendente, la stessa attività di vendita; avere un diploma di scuola alberghiera o titolo equivalente.

L’ape car è diventata il simbolo del commercio itinerante. Piccola e snella, può essere guidata con il patentino A 1 ed è particolarmente comoda e versatile.

Per allestire un’ape car si va dai 15 ai 45 mila euro. Per un furgone adibito alla vendita si pagano circa 40-50 mila euro, che possono salire fino a 100 mila euro per il commercio alimentare. E’ possibile, inoltre, affiliarsi alle catena franchising, con costi iniziali più bassi.

Hai anche tu un’attività di questo tipo? Vuoi raccontare la tua esperienza di imprenditore on the road? Aspettiamo le tue storie su iocelhofatta@libero.it

 

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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