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Autostima: quanto conta amare se stessi?

Credete che dedicarsi agli altri sia l’unico modo per farsi amare? E’ sbagliato: provate a mettervi al primo posto e tutto cambierà. Ecco qualche consiglio su come rafforzare l’autostima e imparare ad amare se stessi per vivere meglio.

Da dove nasce la scarsa autostima

Succede spesso dopo un grande dolore: un lutto, la fine di un amore, un licenziamento. Ma capita anche dopo un evento desiderato, come il matrimonio, la nascita di un figlio, una promozione sul lavoro. Ci si dimentica di esistere annullandosi completamente, relegando se stessi al margine, con una serie di conseguenze nella vita affettiva e relazionale. Bisogna piuttosto ricordarsi che chi non ama se stesso non può amare nessuno. A volte chi non si ama ha ricevuto dall’ambiente familiare il messaggio di non essere degno di amore, oppure l’idea che, per essere accettati e apprezzati, bisogna mettere davanti a sè l’amore per gli altri, sempre e in modo incondizionato. Ci sono poi alcuni eventi della vita che possono far perdere il “baricentro affettivo” portando ad amare gli altri più di quanto si ami se stessi: per esempio la maternità, la cura di un anziano o di un malato, un nuovo impiego. In questi casi si è vittime di un’eccessiva attenzione rivolta verso l’esterno, tesa al soddisfacimento delle richieste altrui.

Il percorso verso l’autostima

Come dice il monaco buddista Thich Nhat Hanh, non occorre essere accettati dagli altri, ma imparare ad amare se stessi. Cominciare, o ricominciare ad amarsi non è mai un atto spontaneo. Richiede, specialmente all’inizio, un piccolo sforzo. Ecco qualche consiglio per intraprendere un percorso verso il recupero dell’autostima:

  • Recuperare il proprio spazio vitale: comincia facendo un elenco di idee, progetti, lavori che hai tenuto in stand-by o a cui in passato hai rinunciato per cause di forza maggiore: è arrivato il momento di riprenderne in mano qualcuno. Riscopri il lusso del tempo, scegliendo di avere del tempo libero da dedicare a ciò che ti fa stare bene;
  • Scrivere due qualità al giorno: sei sempre pronto a giudicarti, a ripeterti che non “sei abbastanza” per qualcuno o per realizzare qualcosa? Prova a spostare l’attenzione sul buono che è in te, riconoscendo ogni giorno due caratteristiche positive del tuo carattere, oppure due piccole buone azioni compiute nel corso della giornata. Puoi scrivere una lettera d’amore indirizzata a te stesso, come faresti con una persona cui tieni particolarmente;
  • Abolire i Sì automatici e fare pulizia delle relazioni asfissianti, basate solo su richieste continue, che non danno nulla in cambio;
  • Dare valore ai complimenti: congratulati con te stesso quando riesci bene in qualcosa. Se qualcuno fa un apprezzamento su di te e sul tuo operato, accettalo con gratitudine;
  • Fatti aiutare: amarsi vuol dire fare di tutto per vivere meglio, anche ammettendo che qualche volta c’è bisogno di un aiuto. Impara a chiedere supporto a familiari e amici, accetta l’aiuto senza vergogna quando ti viene offerto;
  • Perdonare: accettare le scuse di qualcuno non è un segno di debolezza o mancanza di amor proprio, anzi: è un atto d’amore per se stessi. Il perdono invece consente di tornare a concentrarsi su ciò che conta davvero. Con il perdono si restituisce a se stessi la possibilità di amare ancora.

Cambiare look può essere di aiuto

Negli Stati Uniti la chiamano “look therapy”, la terapia basata sul cambiamento d’immagine. Un nuovo taglio di capelli, una rinfrescata al guardaroba, l’iscrizione in palestra. Basta davvero così poco? Il vero cambiamento parte da dentro, ma rinforzare la propria immagine estetica può dare il suo contributo. Secondo un sondaggio, per le donne il cambio look aiuta ad acquisire sicurezza, reinventare la propria persona, superare un momento difficile.

 

 

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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