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Angela P. Fuscaldi: mi presento, sono un’Art Counselor

Angela Pia Fuscaldi-Art Counselor-fonte foto: A.F.

Angela Pia Fuscaldi-Art Counselor-fonte foto: A.F.

Ci sono professioni nuove, come quella svolta da Angela Pia Fuscaldi di Cerignola (Fg), che meritano di essere conosciute e approfondite per la loro valenza educativa e pedagogica. In un momento storico come questo, nel quale ognuno cerca le tecniche più diverse per realizzarsi pienamente come individuo, l’arte può senz’altro essere considerata uno strumento di autoconoscenza e facilitazione espressiva. Angela Pia F., oltre a svolgere l’attività di Art Counselor, è un’operatrice certificata nel “Metodo Caviardage” elaborato da Tina Festa.

Abbiamo chiesto ad Angela alcune curiosità sulla professione di Art Counselor, che svolge in ambito pubblico, e quali possono essere le varie applicazioni nella vita di tutti i giorni. La ringraziamo per la sua cortese disponibilità a concederci la bella intervista che vi proponiamo qui di seguito.

 R: Puoi spiegarci in cosa consiste l’attività dell’Art Counselor?

A: L’attività dell’ArtCounselor – operatore tecnico, psico-socio-assistenziale che ha una conoscenza specifica nel processo artistico e nella comunicazione non verbale – consiste nel creare un ambiente facilitante l’espressione, l’elaborazione e la consapevolizza di emozioni profonde al fine di agevolare – con mezzi artistici –  l’autoconoscenza attraverso la consapevolezza e lo sviluppo ottimale delle risorse personali così da migliorare il proprio stile di vita rendendolo più soddisfacente.

R: In base alla tua esperienza, ritieni che l’Arte abbia la capacità di facilitare la comunicazione e “guarire” da eventuali disagi psichici?

A: La difficoltà di comunicare con noi stessi e con gli altri è un po’ il motivo per cui la figura del Counselor, largamente diffusa in tutta la cultura anglosassone e negli Stati Uniti,  sta  prendendo piede anche in Europa. Le arti terapie, partendo dal principio psicoanalitico, secondo cui l’espressione creativa è l’espressione del sentimento interiore dell’uomo, mettono l’individuo nelle condizioni di entrare in contatto con la propria realtà interna per conoscerla, capirla ed accettarla. In questo senso, il termine “terapia” non sta a significare che le arti vogliono curare le persone che la praticano, ma esprimono il concetto secondo cui, attraverso l’attività creativa l’individuo intraprende un processo di autocoscienza, delicato e mediato per il quale non è richiesto essere artisti con la “A” maiuscola, ma abili nel saper maturare la capacità artigianale del fare al fine di promuovere il ben-essere inteso come stare bene e contrapposto al mal-essere ovvero, stare male, della persona. Circa i disagi psichici, tengo a sottolineare che c’è una differenza tra Counselor e Psicoterapeuta così come tra disagio e disturbo. L’Arte terapia, così concepita non sostituisce la psicoterapia che nello specifico si occupa di patologie diagnosticamente inquadrabili, ma la affianca e la integra occupandosi anche di affiancare clienti che si trovano a vivere delle difficoltà legate, per esempio, alla gestione delle emozioni in diversi contesti e situazioni quali, ad esempio, il pensionamento, l’insicurezza economica, l’instabilità nelle relazioni familiari e non, la necessità di accudire familiari affetti da malattie croniche o degenerative, le difficoltà evolutive dei giovani che stentano ad avviarsi all’autonomia, le elaborazioni dei lutti o delle separazioni.

R: In cosa consiste il Metodo Caviardage da te applicato?

A: Il Metodo Caviardage, ideato da Tina Festa, racchiude diverse tecniche di scrittura creativa poetica che aiutano a scrivere poesie e pensieri non partendo da una pagina bianca, ma da testi già scritti: pagine strappate da libri da macero, articoli di giornali e riviste, ma anche testi in formato digitale. La tecnica base si contamina con svariate tecniche artistiche espressive (quali il collage, la pittura, l’acquarello, etc.) per dar vita a poesie visive: piccoli capolavori che, attraverso parole, segni e colori danno voce a emozioni difficili da esprimere nel quotidiano. Il Metodo può essere utilizzato per se stessi, come pratica di benessere, all’interno di percorsi scolastici, per attività artistiche o di  intrattenimento ludico-espressivo e all’interno di un contesto di ArtCounseling.

R: Secondo te, qual è il modo migliore per facilitare l’espressione emotiva dei soggetti più deboli e a rischio marginalità?

A: L’Arte, così come la Musica, lo Sport, la Danza etc., a mio avviso, sono linguaggi universali attraverso i quali tutti coloro che li praticano – nel rispetto delle proprie inclinazioni naturali- es-primono, che lo vogliano o no, qualcosa di sé all’esterno. Questo per dire che indipendentemente dalle attività  che potrebbero essere loro proposte, la “condicio sine qua non” per facilitare l’espressione emotiva è che dall’altra parte, ci sia qualcuno con occhi ed orecchi attenti, disposto ad ascoltare, cogliere ed accogliere i messaggi – spesso difficili da codificare- che i soggetti deboli e non o a rischio di marginalità e non, vogliono trasmettere. Carl Rogers– una figura autorevole nel campo della relazione di aiuto –diceva che affinché una relazione di facilitazione abbia successo è necessario che il facilitatore, e in questo caso il Counselor, riesca a comunicare tre qualità: Empatia, che è  la capacità di sperimentare il mondo di un’altra persona come se fosse il proprio senza mai perdere quella qualità del “come se”;  Calore, ovvero la capacità di mostrare nei confronti del cliente uno “sguardo positivo senza condizioni” che vuol dire apprezzare la persona e rispettarla per quello che è nella sua individualità e unicità; Genuinita’, o meglio, autenticità che fa sì che nella relazione di aiuto il Counselor arrivi a condividere ed esprimere apertamente se stesso allo stesso modo della persona in bisogno.

R:  Arte e infanzia: parlaci della tua esperienza.

A: Per più di dieci anni, in passato, mi sono occupata di sostegno scolastico, ma quando negli ultimi anni della mia esperienza mi sono stati affidati bambini con problemi di tipo comportamentale, affettivo e familiare, ho deciso di sperimentare con loro un approccio nuovo che mi permettesse di mettere in campo le mie competenze acquisite durante il Master in Counseling Espressivo e Arteterapia. Questo perché spesso, dopo l’arrivo dei bambini, mi capitava di notare che c’era qualcosa in loro che non andasse e questo lo notavo soprattutto quando una volta aperti i libri, i bambini non riuscivano a concentrare la loro attenzione sul compito. Così un giorno, decisi di mettere a loro disposizione un album con fogli di colori tutti diversi, intitolato: “Il Libro delle Emozioni” dove, a partire dalla scelta di un colore che rappresentasse lo stato d’animo di quel momento, il bambino potesse avere la possibilità di disegnare una traccia dalla quale partiva poi tutto un percorso di scrittura creativa che permetteva allo stesso di tirar fuori ciò che provava dentro, ma che non riusciva a dire a parole. Questo libro è stato un grande successo, perché da quel momento, qualsiasi momento “critico” che il bambino viveva a scuola, con i genitori, tra i compagni, e che ostacolava la concentrazione poteva “condividerlo” e “confidarlo” alle pagine del libro, nel quale gli capitava di trovare emozioni e sentimenti provati anche da altri bambini. Dopo questa esperienza meravigliosa ho deciso di dedicarmi, più che all’aspetto didattico, alla progettazione e alla conduzione di Laboratori Creativi sulle Emozioni per bambini, gestanti e adulti. A tal proposito è stato attivato un ciclo di incontri intitolato “Voce ai bambini e oltre” presso la Libreria “Il Sasso nello Stagno” di Lucera, con la quale ho il piacere di collaborare.

Contatti:

https://www.facebook.com/artcounselorangela.fuscaldi

Cellulare 339.2083891

E-mail: angelapia.fuscaldi@libero.it

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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