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Allenarsi ad essere Gentili: imparare a coltivare la Gentilezza

Non costa nulla, è a disposizione di ognuno di noi in qualsiasi momento. La gentilezza, ossia quel modo di affrontare la vita in maniera aperta, distesa, senza arroganza e pregiudizi, è una virtù che può essere acquisita con un vero e proprio “allenamento” quotidiano.

Non è un caso se, fin dai tempi di Marco Aurelio, l’imperatore filosofo, la gentilezza veniva considerata la “gioia dell’umanità”.

Oggi la scienza moderna è concorde nel ritenere che la gentilezza è uno dei segreti per restare giovani, perché protegge il DNA cellulare e abbassa i livelli di stress. Imparando a coltivarla, si ottengono tanti benefici.

Gli atti di gentilezza pesano quanto tutti i Comandamenti”, si legge nel Talmud, uno dei testi sacri della religione ebraica.

Essere gentili, però, non significa essere arrendevoli, anzi è un modo per mostrare più forza e determinazione. Essere gentili non significa lasciarsi mettere i “piedi in testa” in modo passivo. Anzi la gentilezza, proprio nei confronti di chi è arrogante, presuntuoso o prepotente, è una grande prova di forza. Significa non perdere il controllo, restare centrati su se stessi e, di fronte ad un attacco, una critica gratuita, un’imposizione non giustificata, non piegare la testa ma con calma, garbo e altrettanta fermezza, esporre il proprio punto di vista.

Chi sostiene le proprie ragioni in modo tranquillo e sereno ottiene molto di più di chi si lascia prendere dall’agitazione, reagisce e trascende. La gentilezza è, insomma, la prova che non si vive in balia degli altri.

Esercizi di Gentilezza

Prova ad esercitarti a compiere gesti gentili ogni giorno. Comincia con l’eliminare pregiudizi e aspettative, cerca di avere una mente aperta, senza convinzioni precostituite che potrebbero fuorviarti. Apriti all’ascolto degli altri, non cercare di imporre a tutti i costi il tuo modo di vedere le cose. La gentilezza, in questo modo, può portarti a scoprire nuove parti di te, che avresti chiuso fuori dalla porta. Evita di giudicare gli altri e te stesso/a: la gentilezza è piuttosto una forma di accoglienza, anche e soprattutto di stati d’animo che non ci piacciono. Anche i momenti di debolezza (nostri e altrui) vanno accolti con gentilezza, poiché contribuiranno al nostro equilibrio. Fai qualcosa di gratuito ed inaspettato nei riguardi di qualcuno: un familiare, un amico, un conoscente, un estraneo. Fai lo stesso con te: concediti spesso qualcosa che ti piace e ti fa stare bene. Non fare resistenza: cerchiamo di abbassare le resistenze anche quando parliamo con qualcuno, evitando espressioni come “ma”, “però”.

Lo sai che esiste anche un Movimento mondiale della Gentilezza? Costituitosi in Giappone, a Tokyo, nel 1986, è sfociato nel Japan Small Kindness Movement. La Dichiarazione della Gentilezza risale al 13 Novembre 1997, e dal 1998 la Giornata viene celebrata in una trentina di Stati al mondo, compresa l’Italia. Possiamo contribuire anche noi, nel nostro piccolo, a promuovere e diffondere questa “Rivoluzione Gentile”.

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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