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Alessandra Leone: ho lasciato Milano, ora in Puglia realizzo un sogno

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Chi lascia la Puglia se la porta sempre un po’ nel cuore ovunque vada. Alessandra Leone  è nata a Seregno, in provincia di Milano, ma suo padre è originario del Sud Italia, pugliese per la precisione, di Cerignola (Foggia). Alessandra frequenta la scuola a Milano, poi si iscrive all’Università Statale e consegue la Laurea Magistrale in “Scienze della protezione delle piante”, con il voto di 110/110. A Milano ha amici, famiglia, ed anche un fidanzato. E soprattutto un lavoro sicuro e redditizio, visto che dopo uno stage come disinfestatrice le propongono di entrare come socia nell’azienda Pest 2000.

Poi un bando pubblico emanato dalla Regione Puglia per ottenere un finanziamento le fa venire in mente un sogno che aveva rinchiuso nel  cassetto: tornare in Puglia e avviare un’attività agricola vitivinicola. Un altro ente di promozione del territorio, il GAL, aiuta Alessandra a costruire una fattoria didattica nel luogo (in campagna) dove lei va a vivere. Suo padre la invoglia a seguire questo desiderio e lasciare la movimentata e stressante vita di pendolare milanese.

Incontriamo Alessandra durante la riunione per l’organizzazione di una festa di autoproduzioni, ed è contenta di raccontarci la sua storia di giovanissima che lascia la città per tornare a vivere immersa nella rigogliosa campagna pugliese. Le abbiamo rivolto qualche domanda:

R: Tornare a vivere in Puglia dopo tanto tempo che effetto ti ha fatto?

A: Poco in realtà, dato che sono sempre venuta in vacanza a Cerignola da circa 20 anni. Ovviamente non ho più trovato i miei vecchi amici a parte pochi, ma anche loro crescendo si sono fatti le loro vite e quindi mi sono ritrovata a partire da zero. Ma la vera difficoltà è affrontare ogni singolo giorno lontana da mia madre, mio fratello e mia nonna che sono rimasti al nord. Purtroppo ho trovato ben pochi cambiamenti nella realtà di Cerignola e questo mi dispiace parecchio.

R: I giovani e l’agricoltura: tu sei l’esempio che qualcosa sta cambiando?

A: Credo che i giovani stiano acquisendo la consapevolezza che l’agricoltura è importante, che non è affatto un lavoro denigrante perchè fai il “bracciante”, anzi da prestigio poichè è l’unico ambito che non andrà mai in crisi, visto che ci dà sostentamento. Ovviamente l’aumento dei giovani in questo settore comporta anche l’aumento di metodologie di coltivazione e produzione più direzionate al biologico e alle nuove tecnologie ottenute dagli studi degli ultimi anni. Un ricambio generazionale nell’agricoltura è quindi possibile e anzi auspicabile per fare progressi.

R: Quali sono le maggiori difficoltà che incontri nello svolgimento della tua attività imprenditoriale?

A: Le maggiori difficoltà sono nel dover pensare a dieci  cose insieme, visto che per adesso a gestire il tutto siamo solo io e mio padre. Il mio lavoro ha mille sfaccettature e diversi ambiti che si intrecciano tra loro, e se ne trascuri uno rallenti gli altri, in alcuni casi fai addirittura crollare tutto. Se mi dedico alla cantina di conseguenza non potrò essere in giro a fare la commerciale e a proporre il mio prodotto, allo stesso modo se sono in vigna non potrò essere in cantina e così via. Bisogna saper organizzare il lavoro nel modo più efficiente possibile, e talvolta la stanchezza fa mancare la lucidità mentale necessaria per fare questo.

R: Lavoro che diventa una vera e propria scelta di vita: crei di essere stata più coraggiosa di altri?

A: Non mi reputo coraggiosa, ma incosciente (nel senso positivo del termine). Ho lasciato un ottimo lavoro,  ma il mio stile di vita passato mi stava facendo perdere seriamente la salute. Non reggevo più la vita da pendolare e lavorare in una realtà caotica e alienante come quella di Milano città. Ho lasciato tutto per una scatola chiusa di cui ignoravo il contenuto, non sapevo a cosa andavo incontro nè a come si gestisce un’azienda agricola, nè come si fa il vino addirittura. Ma ho imparato in fretta perchè è davvero appassionante e non posso non mettere il cuore in quello che faccio. Il vino è come se fosse qualcosa di vivo per me. Conosco persone che invidiano la mia scelta e vorrebbero fare lo stesso, ma non hanno il coraggio di lasciare il loro stile di vita e il loro lavoro per un futuro incerto. Certo li capisco, sono tempi difficili ed io avevo comunque il sostegno economico e psicologico di mio padre.

L’azienda di Alessandra si chiama “Tenuta Ripa Alta” e produce vino biologico, si trova a Cerignola (Fg). Questa è la pagina Facebook per eventuali informazioni e contatti: https://www.facebook.com/pages/Tenuta-Ripa-Alta/217933741729807?fref=ts

A noi di Iocelhofatta piace parlare con persone così, Alessandra è giovanissima ma ha già le idee molto chiare. Dalla sua Puglia spiccherà il volo e noi glielo auguriamo con tutto il cuore.

 Intervista realizzata da Cristiana Lenoci

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

2 commenti

  1. Ciao Cristiana, volevo precisare che il mio vino non può definirsi biologico in quanto i miei confinanti attuano trattamenti con pesticidi e non ho la fascia di rispetto per la deriva dei prodotti. Diciamo che faccio produzione e lotta INTEGRATA 

  2. Vai Ale! Dobbiamo solo attendere un pò di tempo ma la nostra scelta risuterà vincente!!!!!!! Passione , dedizione e professionalità, mettendo questi come obbiettivi nn possjamo fallire! 
    Saluto e buona fortuna!

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