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Come fare un business plan per un’impresa vincente

Avere una grande idea da realizzare non basta per scendere in campo e creare un’impresa di successo. La prima cosa da fare è scrivere il business plan nel migliore dei modi. Si tratta di un documento che non è solo un biglietto da visita da presentare alle banche per ottenere un finanziamento, ma molto di più. Se ben redatto, aiuterà a capire il valore ed il successo che si potrà ottenere, i costi che si dovranno sostenere, i problemi che si dovranno affrontare e gli strumenti a disposizione per risolverli.

Che cos’è il Business Plan

E’ il primo passo per far decollare un’impresa, realizzando un’idea o un progetto. La preparazione del documento, però, non è scontata e va fatta seguendo alcune regole e qualche utile accorgimento. Se dovessimo fare un paragone marittimo, il business plan rappresenta la rotta che si intende percorrere, con i venti da sfruttare e i mezzi a bordo dei quali mettersi in viaggio. Il suo aggiornamento sarebbe il “diario di bordo”. Gli esperti sottolineano l’importanza di analizzare e pianificare la crescita di un’azienda partendo proprio dalla redazione del business plan. Per quanto non sia un documento obbligatorio è però fondamentale perché serve ad illustrare meglio l’idea imprenditoriale, il suo funzionamento, le strategie per raggiungere gli obiettivi. Solitamente, il business plan copre un periodo che va dai tre ai cinque anni: il che vuol dire che deve essere periodicamente aggiornato.

A cosa serve nello specifico

Il business plan consente di avere davanti un quadro preciso del contesto in cui ci si sta per avventurare, per “mappare” gli ostacoli e gli eventuali avversari/concorrenti, e per predisporre le strategie necessarie per sviluppare con successo una determinata attività. La redazione del business plan– soprattutto se fatta da un professionista esterno- consente di avere una visione neutrale nei confronti del progetto imprenditoriale. Si può dire che questo documento svolge una doppia funzione. La prima è a uso esclusivo dell’imprenditore, per fargli capire oggettivamente a che cosa andrà incontro. Per quanto non sia possibile eliminare il rischio d’impresa, resta possibile studiare i pericoli, i concorrenti e gli ostacoli. La seconda finalità è di convincere i possibili finanziatori a partecipare attivamente all’idea, spiegando come e perché ci si vuole dirigere verso un obiettivo e quanto si guadagnerà. In Rete si possono trovare diverse soluzioni precompilate o schemi da seguire per redigere un business plan, e sono reperibili anche diversi libri validi sull’argomento. Per progetti mediamente complessi meglio rivolgersi ad un professionista esperto.

Cinque elementi indispensabili per un buon business plan

Il business plan è un progetto particolareggiato che prende in esame ogni singolo elemento dell’impresa. E’ una “carta di identità” con tutte le informazioni utili per facilitare i rapporti tra azienda e banche, ma anche per comprendere i problemi e gli strumenti per risolverli. Ecco cosa deve prevedere nel dettaglio:

1)      La descrizione dell’idea/attività: sia pure in modo sintetico, va definita l’attività imprenditoriale che si vuole realizzare, quali prodotti e servizi si intendono offrire sul mercato;

2)      Ruoli e competenze: è molto importante avere le idee chiare su quale forma giuridica dovrà avere la società che si andrà a realizzare, oltre al suo organico. Si devono specificare i nomi dei soci, dei quali si andranno a valutare le competenze professionali e le esperienze per definire i ruoli e i compiti all’interno della società;

3)      L’analisi del mercato: si tratta di analizzare se ciò che si vuole realizzare esiste già oppure no (e se non esiste è solo perché nessuno l’ha mai pensato prima?). Non solo. Vanno messi in evidenza i destinatari del nuovo prodotto/servizio, il target di riferimento, i potenziali clienti, le richieste di mercato, la concorrenza e la distribuzione;

4)      La strategia di marketing: occorre pensare alle tecniche di mercato e ai sistemi di vendita, dalla promozione alla pubblicità. In questa fase vanno prese in considerazione anche le risorse umane indispensabili, oltre alla dotazione di macchinari e attrezzature per ottenere il risultato;

5)      Il piano finanziario: quanto costa avviare l’impresa? Ci sono i fondi o serve un finanziamento? Quali sono le fonti del finanziamento e in quanto tempo si prevede di rimborsarlo? A queste domande occorre dare una risposta per poter redigere il prospetto del conto economico dell’impresa. Si tratta del prospetto che definisce tutti gli aspetti finanziari. Andranno indicati i costi e i ricavi (per esempio la merce, i servizi, i dipendenti e i materiali), le entrate e le uscite (ovvero i debiti e i crediti, il denaro in cassa).

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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