Home > Scelte di vita > Turismo responsabile: la scelta di Alberta Spinazzè

Turismo responsabile: la scelta di Alberta Spinazzè

alberta-spinazze

Un anno di turismo responsabile nella natura, tra culture remote e paesi assai lontani dal nostro.  Tredicimila chilometri in bicicletta attraversando l’America latina insieme alla sua famiglia: il compagno Sebastien Bellet Grava e le due bimbe di otto e sei anni. Alberta Spinazzè, 29enne di Revine Lago (Tv) ha così realizzato il suo sogno: dimostrare alle sue figlie che un altro mondo è possibile.

Sei Stati visitati in 12 mesi: questo l’obiettivo realizzato da Alberta che, due anni fa, dopo aver conseguito la laurea in “Cooperazione internazionale” presso l’Università di Padova, ha sentito il forte bisogno di partire per visitare i luoghi che fino ad allora aveva soltanto studiato sui libri.

Per quattro anni Alberta ha ricoperto il ruolo di Responsabile di una Bottega di commercio equo solidale, mentre il suo compagno Sebastien, nato e cresciuto in Sudafrica, è guida nazionale di Mountain bike e dipendente di NaturaSì, catena di prodotti bio e naturali.

Per realizzare il suo progetto Alberta ha preparato tutto con meticolosità e cura, cercando di non tralasciare nulla, dalla scuola delle bimbe agli ostelli in cui dormire nelle varie tappe del lungo viaggio. Ha realizzato anche un sito ed una pagina Facebook attraverso cui condividere l’esperienza con gli altri.

E’ il 12 Gennaio 2016 quando l’allegra famigliola parte alla volta della Terra del Fuoco, dove giungono dopo circa 30 ore di viaggio. In bicicletta tutto è amplificato: la pioggia sembra più forte, il freddo più intenso, il vento indomabile. Ma il bellissimo paesaggio di quei posti meravigliosi ripaga ampiamente della fatica sostenuta.

Vuoi seguire l’avventura della Happy Family a quasi un anno dalla loro partenza? Puoi farlo attraverso il sito www.happyfamilybiocycling.com, oppure sulla pagina Facebook Happy Family BIOcycling. Se ti va di sostenere il loro progetto, puoi fare una donazione da versare sul conto dell’Associazione IBAS, ente promotore del progetto.

E se vuoi imitarli? Non è semplice replicare un simile progetto: richiede il coraggio di sganciarsi dal mondo del lavoro o la possibilità di avere un’aspettativa e di trovare sponsor disposti a coprire parte delle spese.

L’Happy Family aderisce al Wwoof, un movimento mondiale che fa da tramite tra volontari e agricoltori che hanno in corso progetti rurali, promuovendo esperienze basate sullo scambio (vedi www.wwoof.net).

Per dormire riducendo i costi l’Happy Family utilizza un servizio gratuito di ospitalità, www.couchsurfing.com e www.warmshowers.org. Quest’ultimo è il sito della comunità mondiale di chi ama viaggiare in bicicletta.

Sei stato il protagonista di progetti simili o conosci qualcuno che lo è stato o è in procinto di realizzarlo? Mandaci una mail a: iocelhofatta@libero.it e la redazione ti contatterà per una intervista!

 

 

 

Share on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Tweet about this on TwitterShare on Facebook0
Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono indicati con *

*

*