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Stupirsi e godere delle piccole cose: cinque buoni motivi per farlo

stupore e meraviglia

Ecco perchè è importante tornare a stupirci e a provare meraviglia per le piccole cose di ogni giorno: stupore ed entusiasmo rendono più ricca la vita.

Le ultime statistiche lo dicono chiaramente: ben il 48,7% degli italiani ha perso la capacità di entusiasmarsi di fronte alle piccole gioie della vita. La rivista statunitense Forbes ha definito l’incapacità di godere di ciò che ci circonda con il termine “drift syndrome”. Lo stupore, invece, è un ingrediente fondamentale per avere una vita piena e di qualità. Ecco almeno cinque motivi validi per tornare a stupirsi.

La meraviglia è sinonimo di vita

Lo diceva anche Einstein: “se non sei in grado di provare stupore, sei morto”. La sorpresa è considerata dagli psicologi americani Ekman e Frieser una delle sei emozioni fondamentali, insieme a tristezza, rabbia, felicità, paura e disgusto. Secondo quasi metà degli italiani, una sorpresa fa sentire meglio le persone care e riduce lo stress.

E’ una forma di apprendimento spontaneo

Il verbo stupirsi, stando all’etimologia della parola, vuol dire “reagire a qualcosa di inaspettato”: lo stupore attiva nel cervello il sistema dell’attenzione., deputato a cercare le risorse per gestire al meglio un evento inatteso. Stimola le funzioni cognitive, per stabilire un nesso tra il fatto sorprendente e quanto si conosceva, e fa apprendere qualcosa di nuovo.

Fa bene all’umore

Da un punto di vista neurobiologico, di fronte ad un elemento di meraviglia il cervello produce sostanze, come ormoni e neurotrasmettitori, che hanno l’effetto di rinforzo positivo sull’umore, portando ad una percezione più piena, fortunata e ricca della propria vita.

Precede un’emozione

La sorpresa dura un secondo, poi il cervello inizia l’analisi dell’evento e, in base al risultato, passa ad un’altra emozione: felicità, paura, tristezza. Quasi ogni emozione nasce da una sorpresa, perché implica che è stato colto qualcosa di nuovo e rilevante.

Consente di fare preziose scoperte

Come ricorda lo storico Thomas Kuhn, molte scoperte importanti sono nate da qualcosa di inatteso. La “serendipità”, ovvero la capacità di scoprire qualcosa di imprevisto mentre si sta cercando tutt’altro, richiede la flessibilità di lasciarsi trasportare dalla sorpresa. Alexander Fleming, per esempio, dimenticandosi di distruggere le colture batteriche su cui stava lavorando, scoprì per caso, dalla muffa che si era formata, le proprietà antibatteriche della penicillina.

Tre nemici dell’entusiasmo

Il passare del tempo: crescendo, il 54,4% degli italiani ammette di aver perso il dono della meraviglia. La capacità di stupirsi è tipica dell’infanzia, che è il periodo della scoperta e dell’esplorazione del mondo. Già a tre settimane di vita i bambini reagiscono alle novità: uno studio ha dimostrato che, se li si abitua a vedere una serie di figure geometriche e poi se ne inserisce una nuova, il loro cuore tende a battere più velocemente.

La smania della velocità: abituati alla soddisfazione immediata di ciascun desiderio, costantemente connessi e pronti ad ottenere all’istante qualsiasi informazione, si vive ormai all’insegna del “tutto e subito”. Un atteggiamento in contrasto con il meccanismo naturale della mente, che invece ha bisogno di tempo per elaborare le frustrazioni ed evolversi.

I problemi di ogni giorno: ricerca di stabilità economica, stress lavorativo e problemi familiari sono i motivi che portano un italiano su due a non stupirsi più. Nello sforzo di “sbarcare il lunario”, essere in forma, esibire il successo raggiunto, si perde la capacità di trarre piacere da ciò che si ha la fortuna di possedere già.

Che cosa fare

Godersi il momento: essere capaci di vivere il presente, anziché rimuginare sul passato o preoccuparsi per il futuro, consente di non perdersi l’occasione di restare incantati da qualcosa. Apprezzate gli artisti di strada: sono l’esempio di chi regala attimi di meraviglia da gustare senza fretta.

Cambiare un’abitudine al giorno: la paura del nuovo è nemica della meraviglia. La maggior parte delle consuetudini sono “scorciatoie” delle mente, che rendono la vita più semplice, ma anche più “piatta”. Provate a cambiare strada per andare al lavoro, oppure scegliete una pizza diversa dal solito.

Fare la “conta”

Alla sera prendete l’abitudine di elencare tre cose positive della giornata e annotatele su un foglio. Spesso, le persone rimangono sorprese di quanto le giornate, anche quelle considerate “peggiori”, siano ricche di motivi per essere contenti: piccoli istanti, dialoghi, incontri, notizie o eventi a cui, nella frenesia della giornata, non si dà importanza.

Che cosa evitare

Razionalizzare ogni cosa: come sottolinea Catherine L’Ecuyer, autrice di “Educare allo stupore” (edizioni Ultra), cercare di trovare una spiegazione logica a tutto ciò che accade uccide la spontaneità e il desiderio di scoperta, nei bambini e negli adulti.

Anticipare i desideri: nella nostra società viviamo un “blocco del desiderio” perché soddisfiamo i bisogni ancora prima di esprimerli. Non coltivare il desiderio delle cose toglie il piacere di guadagnarsele e di goderne. L’abitudine a “indovinare” il finale di un film, per dimostrare acume, non fa che mortificare l’attesa (rivela una ricerca dell’Ohio State University e dell’Università tedesca di Hannover).

Compensare con soldi e regali: quando niente emoziona, il rischio è di cedere alla tentazione di procurarsi soddisfacimento in modo artificiale, con abitudini pericolose (acquisti compulsivi, gioco d’azzardo) che “simulano” la felicità nel centro cerebrale della gratificazione, fornendo un appagamento immediato, ma passeggero ed illusorio.

 

Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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