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Street food: cosa c’è da sapere su questa tendenza?

Lo spuntino veloce mangiato per strada è di gran moda. Ogni occasione è buona. Può essere per una pausa pranzo veloce, per una merenda alternativa o per una cena in allegria con gli amici perché si può consumare il pasto in movimento oppure seduti, in modo informale, su una panchina. Lo street food è un modo diverso di assaporare il cibo che va di pari passo con una società che non può rallentare. Senza però rinunciare alla qualità e alla sicurezza.

Comodo, economico ed anche salutare

La Fao (Food and agricultural organization) ha stimato che ogni giorno quasi 2,5 miliardi di persone mangiano cibo da strada. Per l’organizzazione mondiale si tratta di alimenti e bevande pronti da consumare, preparati e venduti da ambulanti nelle strade e in altri luoghi simili. Per praticità ed economicità lo street food è un’ottima soluzione per una pausa pranzo lavorativa o per un turista. Inoltre, si può ottenere un pasto bilanciato anche fuori casa, a condizione però che il consumatore sia informato e in grado di scegliere la giusta combinazione di alimenti.

I requisiti stabiliti dalla legge

L’avvio di un’attività simile, nota con il nome di “Food truck”, comporta costi molto ridotti rispetto ai ristoranti, perché al posto dei locali può bastare un piccolo Ape car. Tuttavia, anche in questo settore non ci si può improvvisare.  L’aspetto igienico di quanti esercitano tali attività non deve essere sottovalutato. I veicoli all’interno dei quali avviene la preparazione e la vendita di cibo devono rispettare i requisiti stabiliti dall’ordinanza del 3 Aprile 2002 del Ministero della Sanità. La Asl, dal canto suo, deve garantire un’autorizzazione sanitaria. Con la crescita di questo settore sono aumentati anche i controlli da parte degli enti competenti.

Il Nas dei Carabinieri, per esempio, eseguono spesso blitz nei confronti delle attività di somministrazione di cibo di strada non a norma, come il sequestro di carne al Festival dello Street Food di Mogliano (Tv), avvenuto lo scorso Aprile. La tracciabilità degli alimenti è un requisito minimo affinchè tale attività sia considerata legale, come anche l’etichettatura e l’idoneità dei macchinari. La maggior parte delle anomalie sono state rilevate presso attività abusive, per lo più in luoghi frequentati da turisti, spesso convinti di consumare un cibo genuino e locale.

Quali sono gli elementi da valutare

Per esprimere un giudizio obiettivo circa un’attività di street  food occorre prendere in considerazione alcuni elementi. In primis, il luogo di vendita. E’ importante dare uno sguardo accurato al luogo e, quando possibile, alle scorte di cibo, che dovrebbero essere sempre tenute in ordine. Anche la postazione della cucina deve essere sempre ordinata e pulita. Inoltre è importante che gli alimenti siano visibilmente in buono stato, tenuti al coperto. E’ bene scegliere cibi che siano cotti al momento, poiché il calore garantisce l’eliminazione dei microrganismi. Infine, meglio diffidare delle postazioni all’aria aperta, perché più soggette a contaminazioni varie. Altro elemento di prioritaria importanza è il cibo, che dovrebbe risultare abbastanza economico. Un prezzo eccessivamente basso, però, non può che comportare una scarsa qualità delle materie prime ed un abbattimento dei costi di manutenzione e conservazione della postazione di lavoro.

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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