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I sì e i no da dire per migliorare la vita

Ci sono alcuni rifiuti e alcuni assensi difficilissimi da dare, ma fondamentali per stare meglio. Per guadagnare un po’ di benessere, serenità e leggerezza, è utile lasciare andare alcune persone, emozioni e attitudini. E, se si vuole aumentare il proprio livello di felicità, realizzazione e soddisfazione è bene anche imparare a dare spazio ad alcune sane abitudini. Ecco come scegliere a chi dire sì e a chi dire un chiaro no, senza troppi sensi di colpa.

A chi dire qualche No

Negare il proprio appoggio, emotivo e/o concreto, ai propri cari o conoscenti, specie se sono in difficoltà, non è benefico per nessuno. Ma non lo è neppure mostrarsi sempre disponibili con quelle persone che subissano continuamente di richieste l’amico più disponibile e generoso. Per alcune persone dire di no alle continue richieste di aiuto di una persona vicina, declinare i suoi inviti o non rispondere alle sue chiamate, anche se si tratta dell’ennesima volta, è un’impresa titanica. Eppure è assolutamente necessaria, altrimenti si rischia di venire travolti e di non riuscire più né a far fronte agli impegni presi né ad occuparsi di se stessi e degli altri affetti. Qualche rifiuto non compromette i rapporti e non fa stare peggio chi sa di aver già avuto molto, ma aiuta a ricaricarsi e ad essere maggiormente empatici le volte successive.

Dire no può fare bene

Un sano “No” andrebbe detto ai lamentosi che hanno sempre da brontolare su ogni cosa, a coloro che hanno il delirio dell’onnipotenza e pensano di essere sempre migliori degli altri, a quelli che ritengono che fare più cose contemporaneamente sia l’unica via di salvezza.

A cosa cominciare a dire Sì

Tutti nutrono dei desideri, ma non tutti sanno riconoscere quelli importanti. Questo rappresenta un limite: se non si sa bene ciò che si vuole e, di conseguenza, non si comincia a lottare per conquistarlo, si rischia di avvertire un perenne e costante senso di insoddisfazione. Meglio correre ai ripari e farsi la domanda: “Ma che cosa voglio tanto?” Quindi, prendere carta e penna e scrivere le risposte. Dirlo non basta: solo leggendo nero su bianco le proprie ambizioni si entra in contatto con la parte più viscerale di sé e, quindi, si diventa consapevoli di quelli cui si ambisce profondamente.

Allenarsi al cambiamento

Sì ai piccoli cambiamenti settimanali: la maggior parte dei pensieri di ripete uguale ogni giorno, portandola sempre a fare le stesse cose, ad avere le stesse convinzioni, che questo sia o meno fonte di felicità. Ecco perché sarebbe importante allenarsi al cambiamento, sia per movimentare la quotidianità con stimoli nuovi che fanno sentire più vivi e vitali, sia per non trovarsi spiazzati nei momenti di crisi, quando serve un’inversione di rotta radicale per ritrovare la felicità.

Spezzare la routine fa bene

Almeno una volta alla settimana, provare a fare qualcosa di insolito: cimentarsi in un’attività sportiva o artistica verso cui si ha curiosità ma in cui non si ha esperienza; uscire con i colleghi o con persone che si conoscono poco; assaggiare una cucina nuova. Qualsiasi cosa, purchè si esca dai soliti schemi mentali a volte limitanti.

Sì a dieci minuti di ozio ogni giorno

Molte persone sono costrette a barcamenarsi fra mille impegni e a seguire ritmi frenetici, finendo così per dimenticarsi di se stessi e della necessità di ritagliarsi spazi anche minimi di “decompressione”. Sono essenziali anche i momenti di ozio, in cui non fare assolutamente nulla, se non restare in ascolto del proprio corpo e delle sensazioni percepite: solo in questo modo si può raggiungere un sano “svuotamento” dalle preoccupazioni, e distrazioni quotidiane e, al tempo stesso, capire come si sta realmente e recuperare energie. Iniziare regalandosi 10 minuti al giorno in cui mettersi in una posizione comoda, osservare il mondo e respirare profondamente.

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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