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Self-control: perché è importante averlo?

Secondo un recente studio americano, le persone più felici e soddisfatte della propria vita sono quelle che sanno gestire bene le emozioni. Anche se non è sempre facile, si può imparare ad avere self-control. Ecco qualche “dritta” sull’argomento.

Che cos’è il Self-control?

La capacità di sapersi controllare evitando di reagire in maniera sconsiderata (appunto, il self-control), è alla base della c.d. “intelligenza emotiva”, l’abilità che permette di percepire e gestire al meglio le emozioni, proprie e altrui, e avere relazioni sociali soddisfacenti. L’autocontrollo consente di ragionare in modo lucido anche nelle situazioni più critiche, di tenere duro senza lasciarsi abbattere eccessivamente, e di trovare delle soluzioni a problemi che sembravano senza via d’uscita.

Proprio grazie a questa capacità si riesce a mantenere attenzione e concentrazione laddove servono, riuscendo a portare a termine i propri compiti in maniera più rapida e precisa. Non bisogna dimenticare, infine, che il self-control consente di non cedere di fronte ai fallimenti e alle emozioni collegate (come un lutto oppure un divorzio), e di trovare sempre una buona dose di auto-motivazione.

Strategie per sviluppare il self-control

E’ possibile sviluppare questa capacità in maniera razionale, consapevole e intelligente? La risposta è sicuramente sì: basta mettere in atto alcuni semplici accorgimenti. Il primissimo passo consiste nel rendersi conto di quanto sia importante avere self-control. Sembra una cosa scontata, invece non lo è affatto. Alcuni pensano invece che “sapersi controllare” equivalga a snaturarsi e che le persone impulsive siano più vere e naturali. In realtà è necessario riconoscere tutte le risorse che derivano dalla capacità di sapersi dominare e dichiarare a se stessi la volontà di allenarla. A questo punto, è utile provare a scavare dentro se stessi e la propria vita, per individuare quali sono gli argomenti, le situazioni, le persone che suscitano maggiore ansia e tensione. Diventare consapevoli degli input che arrivano dall’esterno e suscitano reazioni negative all’interno è essenziale per imparare a non avere reazioni sconsiderate.

Interrompere il dialogo interiore

Una volta individuati i pensieri negativi che certe circostanze scatenano dentro di sé, bisogna provare a stopparli. Spesso non ce ne rendiamo conto, invece il dialogo interiore può sempre essere interrotto. In che modo? Anche semplicemente dicendo: “Non è il momento di pensarci, me ne occuperò dopo”. In alternativa, quando è possibile, ci si può concedere uno stacco, per esempio fare una passeggiata, dedicarsi alla meditazione, leggere un libro, telefonare a qualcuno. Per auto-sabotare certi pensieri negativi ricorrenti, è utile anche allenarsi ad aumentare la flessibilità ed elasticità mentale, cercando di trovare vari possibili scenari senza fissarsi su di un’unica soluzione. Pensare a differenti gradazioni di situazioni rasserena la mente, perché distoglie da quell’unica preoccupazione pessimista.

Essere tempestivi

Nel momento in cui si decide di imparare l’autocontrollo bisogna rispettare due regole. Innanzitutto, è fondamentale iniziare ad allenarsi nelle situazioni più facili. Quindi, per esempio, negli ambienti e con le persone con cui ci si sente del tutto a proprio agio, e con le questioni che non creano grandi turbamenti emotivi. In secondo luogo, occorre arginare le emozioni negative con tempestività, fin dall’inizio degli “allenamenti”. Quando ci si sente al limite, provare a mettere un po’ di musica: spesso, basta ascoltare un ritmo allegro quando si è tristi, uno rilassante quando si è arrabbiati e così via per superare il momento critico.

 

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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