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Riccardo Bertani contadino poliglotta: conosce più di 100 lingue

riccardo bertani

Ha ottantasei anni ed un curriculum linguistico di tutto rispetto, Riccardo Bertani, che di mestiere ha sempre fatto il contadino. Dopo aver lasciato la scuola alle elementari, il signor Riccardo, che attualmente vive a Caprara, una frazione di Reggio Emilia, ha cominciato a studiare da autodidatta, cimentandosi in particolare nella conoscenza di alcuni idiomi dimenticati, “collezionandone” addirittura un centinaio. Tra questi le lingue siberiane e il mongolo. Oggi la sua casa, immersa nel silenzio dei campi, è diventata un “Fondo librario documentario” intitolato appunto al contadino poliglotta. Nella cascina in cui vive adesso il signor Bertani ha studiato per settanta anni, realizzando oltre mille volumi.

La storia di un agricoltore “particolare”

Il signor Riccardo, figlio di un ex sindaco militante nel Partito comunista, è nato nel 1930. La sua esperienza scolastica non è stata delle più felici: è letteralmente fuggito dalla scuola elementare perché gli interessava altro ed odiava la matematica. Come succede spesso ai bambini un po’ “speciali” non venne compreso dagli insegnanti, ed anzi ricorda: “Solo una maestra mi capì”. Decide quindi di dedicarsi al lavoro nei campi, anche se ammette di non essere mai stato un “contadino modello”. Il suo pensiero fisso erano i libri, e così Riccardo comincia a leggere i volumi presenti in casa. Purtroppo solo difficilissimi e impegnativi tomi russi. Il primo autore che Riccardo conosce è Tolstoj, con un volume in lingua italiana. Poi inizia a voler tradurre dal russo e ad approfondire gli autori in lingua originale. In particolare, ad attirare l’attenzione e l’interesse del giovane contadino sono gli autori orientali e i Paesi dell’Ucraina e della Russia. Il momento migliore per studiare? All’alba, il suo è un amore per l’estremo mattino. Da giovane è un assiduo frequentatore della biblioteca comunale. In questo periodo nasce l’amore per le lingue straniere: il suo è uno studio appassionato: attraverso la conoscenza delle parole Riccardo vuole approfondire le tradizioni e il folklore dei popoli anche molto lontani da lui.

La sua casa oggi è un Fondo

Il “patrimonio” che Riccardo vuole lasciare è di grande valore, poiché comprende settanta anni di studi e approfondimenti linguistici su lingue e idiomi sconosciuti oppure ormai dimenticati (tra cui le lingue longobarde ed etrusche, l’eschimese, il basco). Ecco perché ha trasformato la sua casa in un Fondo a disposizione di chiunque voglia andare a trovarlo e leggere ciò che lui ha lasciato negli oltre mille volumi scritti di suo pugno. Riccardo è uno studioso assai particolare, poiché ammette senza remore: “Non conosco né l’inglese, né il tedesco. Non ho la patente e non utilizzo Internet”. Inoltre Riccardo non è mai uscito fuori dall’Italia, i suoi viaggi sono stati sempre e solo mentali, attraverso i libri che leggeva. Il segreto della sua lucidità ad 86 anni? Sicuramente il fatto che continua a sentirsi “un ribelle in tante cose” e che non accetta né religioni né filosofie. E conclude: “Non voglio essere ricordato come un fenomeno da baraccone, ma come un uomo che ha dedicato allo studio tutta la sua vita”.

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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