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Realizza ciò che desideri in 4 mosse

realizzare i desideri

Ottenere ciò che si vuole nella vita (sul lavoro, nelle relazioni sociali e sentimentali, con i figli) implica dei cambiamenti, che si fa fatica a mettere in pratica. Ma superare gli ostacoli è possibile: la sfida del cambiamento è una componente naturale della vita. La vera prova sta nell’indirizzarla e gestirla al meglio per realizzare ciò che desideriamo. Ecco come fare in 4 semplici mosse.

Prendere coscienza delle responsabilità

Il primo passo consiste nell’osservare le situazioni da più punti di vista. In sostanzia, dovremmo essere consapevoli che abbiamo la responsabilità della nostra vita e delle nostre scelte. Di conseguenza, bisogna affrancarsi dall’idea che “la società è sbagliata”, che “è colpa delle esperienze infantili traumatiche o delle persone che non ci hanno voluto bene” o mille altre giustificazioni da inserire in un elenco senza fine. Se un ambito della vita non va come vorremmo, come si fa? Si apprende un modello di problem solving, cioè si trasformano le tentate soluzioni disfunzionali in altre che siano più efficaci. Prima di affannarci a cambiare qualcosa, interroghiamoci: “Finora ho fatto così, adesso come posso migliorare?” “Che cosa posso fare per rendere la mia storia, il mio ambiente di lavoro, il rapporto con i figli più appaganti? La risposta sarà la strada da percorrere: quanto lunga sia, lo si scoprirà solo alla fine.

Rimuovere le convinzioni negative

Siamo convinti che la responsabilità sia degli altri, che mai ci verrà riconosciuto ciò che meritiamo, che i soldi non bastano mai… Le nostre convinzioni e i nostri valori hanno molta influenza sulla motivazione che ci spinge a portare avanti un progetto. II nostro potere risiede in ciò di cui siamo convinti. Ci sono tre tipi di convinzioni negative: quelle “senza speranza”, che appartengono a chi crede che qualunque cosa faccia non andrà bene; quelle “senza aiuto” di chi è certo che senza una mano non ce la farà; e quelle “senza dignità” di chi è sicuro di non meritare alcunché di gratificante. Come si può invertire la rotta? Creando speranza nel futuro, coltivando la consapevolezza di essere capaci e meritare di poter raggiungere ciò che si vuole. Dunque, iniziamo a ripeterci come un mantra: “Sto lavorando per il mio futuro”, “Io merito di essere felice”.

Costruire il nostro coraggio

Se abbiamo dedicato tempo ad ascoltarci abbastanza per comprendere ciò che desideriamo veramente, forse abbiamo metabolizzato in che modo trasformare la nostra vulnerabilità in un elemento di forza. Resta un punto da affrontare: dove trovare il coraggio per scegliere? La paura è l’emozione più importante che abbiamo ed è l’unica che risponde in pochi millesimi di secondi. A volte è una risorsa, altre volte un limite. Come si fa, allora, a trovare la forza per esprimere davvero se stessi? Si può tenere un piccolo diario su cui scrivere le scelte a cui si vuole dare seguito nelle quotidianità: è un modo per rafforzare il comportamento. Potremmo cominciare prendendo atto di come stanno le cose, domandandoci: “Quando avrei voluto avere coraggio per fare una cosa e invece non l’ho fatta”? “Che cosa mi ha impedito di farlo?” “Che cosa ho imparato da quella lezione e come evitare che succeda nuovamente?”. Certo, bisogna andare per gradi, ma il coraggio si può costruire, mattone dopo mattone. Esperienza (positiva) dopo esperienza (positiva).

Non perdere tempo

Un limite che spesso mettiamo al processo di cambiamento è la convinzione di non avere abbastanza tempo per occuparci delle relazioni, per frequentare corsi di formazione ed ampliare le nostre conoscenze, dedicarci ad hobby, alla palestra o ad attività sportive. Insomma, la mancanza di tempo è la classica scusa sa dire e da dirsi. Seneca sosteneva che non è vero che non abbiamo tempo, tanto ne sprechiamo nell’essere affaccendati a fare nulla. Dovremmo essere onesti: la maggior parte delle persone non riesce a dedicare tempo ad aspetti fondamentali della propria esistenza perché presa dal fare molte cose che hanno ben poca efficacia. Bisognerebbe fare un check sulla gestione del proprio tempo. Tenere un diario delle attività quotidiane aiuta sempre a comprendere come si sta utilizzando il tempo a disposizione. Per esempio chiedersi “quante ore ho dedicato al lavoro?”, “Perché mi sono ridotto all’ultimo a consegnare il progetto?”, “Come mai ho giorni in cui ho tante cose da fare e altri in cui guardo fuori dalla finestra?”. La gestione del tempo, come tutte le cose, si può imparare e massimizzare.

 

 

 

 

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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