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Rallentare: ecco perché lo slow conquista tutti

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Rallentare: lo slow come filosofia di vita

Elogio della lentezza: il monito a rallentare i ritmi arriva dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante il C40 Cities che si è tenuto a Parigi.

Da Milano, la città più frenetica d’Italia, giunge l’invito a compiere una piccola ma significativa “rivoluzione”: quella del rallentamento. Lo ha proposto il sindaco del capoluogo lombardo, Beppe Sala, ma è un monito oggi più che mai valido per tutti gli italiani, prigionieri della vita frenetica che si conduce. Rallentare, in questo caso, significa attenuare i ritmi della propria quotidianità, prendersi il tempo necessario per apprezzare ciò che facciamo, godere dei piccoli piaceri che riempiono la vita. Significa anche avere più rispetto per l’ambiente. Rallentare è una scelta consapevole, dato che la società attuale ci ha ormai abituati a vivere di fretta, passando da un impegno all’altro senza avere il tempo di fermarci a pensare o, semplicemente, ad oziare.

Lo slow come stile di vita

Negli ultimi anni si è sviluppata e diffusa una vera e propria “filosofia della lentezza”: sono nati diversi movimenti che hanno appunto come comune denominatore la parola “slow”, che appunto significa “lento”. Lo “slow” è uno stile di vita che sta modificando molti aspetti della nostra vita, dal turismo all’alimentazione, dal lavoro alla sessualità.

  • Slow Food: il movimento è stato fondato nel 1986 a Bra (Cn) da Carlo Petrini, attuale presidente, in risposta al dilagare del “fast food”, con l’obiettivo di fare dell’enogastronomia un piacere da gustare lentamente;
  • Slow Money: intende attrarre investimenti a favore di progetti legati alla produzione alimentare biologica locale. Si inserisce nell’ambito della finanza etica;
  • Slow Turism: è una corrente di pensiero che promuove il turismo lento, sostenibile e responsabile. Invita i viaggiatori a scoprire i luoghi percorrendo le strade a piedi o in bicicletta, a conoscerli, viverli, assaporarli e custodirli, in quanto rappresentano un patrimonio da salvaguardare per il benessere comune;
  • Cittaslow: nel 1999 è nata su iniziativa di alcuni Sindaci per promuovere i principi slow dei loro centri urbani, in contrapposizione alla velocità che contraddistingue le metropoli;
  • Slow Education: sostiene l’idea che l’educazione vada personalizzata, per essere in grado di tenere in considerazione i ritmi e le attitudini di ogni singolo allievo;
  • Slow Sex: sta per “sesso lento” e soprattutto non programmato, per evitare che diventi quasi un lavoro, un cartellino da timbrare. La regola base è quella di seguire gli istinti e i segnali del corpo, abbandonando le abitudini che finiscono per uccidere la passione.

Rallentare negli spostamenti

Dovremmo tutti cominciare a lasciare l’auto in garage e a recarci al lavoro utilizzando i mezzi pubblici oppure la bicicletta. Per fare la spesa e per i piccoli spostamenti è preferibile uscire a piedi, è una soluzione salutare ed ecologica. Se proprio si è costretti ad utilizzare l’automobile, cercate almeno di guidare lentamente, gustando il momento della guida e osservando ciò che scorre intorno. La lentezza mentre si guida è sicuramente un modo intelligente per evitare incidenti e per risparmiare benzina.

Rallentare nel tempo libero

Siamo così abituati ad andare sempre di fretta che lo facciamo anche durante il tempo libero. In realtà, dovremmo tutti concederci del tempo per non fare nulla, per oziare. Da questi momenti di “vuoto” possono nascere idee e progetti da realizzare, ma è bello anche liberare l’immaginazione e far andare la mente dove vuole. Se decidiamo di rallentare nel tempo libero, eliminiamo per qualche ora l’utilizzo del cellulare, facciamo quattro chiacchiere con alcuni amici, oppure cerchiamo di stare a contatto con la natura. Ammirare un tramonto, un prato, sentire i profumi di un bosco, ascoltare il cinguettio degli uccelli sono attività che possono regalarci la quiete e la tranquillità di cui abbiamo bisogno per ricaricarci dallo stress.

Rallentare sul posto di lavoro

La strategia del rallentamento può essere attuata anche al lavoro. E’ importante cominciare bene la giornata, quindi il consiglio è di svegliarsi la mattina almeno dieci minuti prima del solito, per svolgere ogni attività di routine con calma, senza fretta. La colazione va gustata seduti a tavola, e non frettolosamente prima di uscire di casa. Sul posto di lavoro bisognerebbe concentrarsi su un’attività per volta, evitando di portare aventi due o tre mansioni in contemporanea (il rischio di commettere errori è più alto e poi il cervello potrebbe andare in tilt). E’ fondamentale concedersi una pausa ogni tanto, soprattutto se si trascorrono molte ore al giorno davanti al pc. Imparate a scrivere messaggi ed e-mail curandone il testo e la forma, evitando errori a causa della fretta e della distrazione. Rallentare sul lavoro significa anche recuperare il gusto della parola al punto giusto, della frase elegante e dei modi garbati nei confronti di colleghi e persone che si incontrano.

Rallentare in famiglia

Più tempo e maggiore attenzione per i propri figli: il rallentamento in famiglia parte proprio da questi principi. Giocare, assisterli nei compiti scolastici, guardare in tv un cartone animato, leggere un libro di favole: sono tante le attività che si possono fare insieme ai figli, scegliendo i momenti più opportuni per lasciare tutto alle spalle e concentrarsi unicamente sui loro bisogni ed esigenze.

Rallentare i consumi

Per molti lo shopping è un bisogno compulsivo che non rispecchia reali necessità ed esigenze. Prima di acquistare qualcosa bisognerebbe chiedersi quell’oggetto serve davvero o se acquistarlo aiuta a placare un senso di insoddisfazione e malessere. Evitiamo di cadere nei meccanismi di consumismo esasperato, che obbligano a buttare prodotti quando passano di moda per acquistarne di nuovi (questo capita soprattutto con i dispositivi tecnologici). Impariamo inoltre a non sprecare cibo, acqua, energia elettrica.

Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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