Home > Impresa & Start Up > Quattro donne, quattro idee che semplificano la vita

Quattro donne, quattro idee che semplificano la vita

Le donne riescono benissimo ad elaborare soluzioni originali ed innovative. Inoltre, grazie agli strumenti tecnologici a propria disposizione, sono in grado di immaginare prodotti e servizi che rendono più comoda e sicura la vita alle persone che li utilizzano. Abbiamo pensato di proporvi le idee imprenditoriali di quattro start upper, che a Luglio voleranno in Israele per partecipare ad un progetto di formazione dedicato proprio all’imprenditorialità femminile.

Sabrina Di Fazio e il braccialetto Sos

L’idea imprenditoriale di Sabrina, 36 enne laureata in Biochimica ed impiegata nel settore marketing di una multinazionale farmaceutica specializzata nell’ambito cardiovascolare, nasce da una esperienza vissuta personalmente.  “Io e una mia amica siamo state molestate all’uscita di una nota discoteca milanese, e siamo finite fuori strada durante un vero e proprio inseguimento in auto. Da questa disavventura mi è nata l’idea di offrire a tutte le donne uno strumento che le protegga sempre in caso di emergenza”, dichiara Sabrina. Dopo aver immaginato nei dettagli il braccialetto-angelo custode, si è attivata per reperire i partner giusti che credessero nel suo progetto. Disegnato dalla giovanissima Carla Francisci, figlia d’arte e titolare di Kesia Concept, un brand di gioielli accessibili distribuito già in 100 punti di vendita nel mondo, il braccialetto E24Woman costerà circa 300 euro, incluso anche un anno di chiamate illimitate. In pratica il dispositivo, collegato ad una centrale operativa Viasat attiva H24 in Italia e in altri 11 Paesi europei, permette di inviare facilmente, attraverso la semplice pressione di un tasto, una richiesta di aiuto. Subito scatta il pronto intervento più adatto ad ogni situazione: ambulanza, carro attrezzi, forze dell’ordine.

Madame Miranda, bellezza a domicilio

Il progetto “Madame Miranda”- nome femminile ironico e rassicurante- è nato ad immagine e somiglianza di due giovani donne, 35 e 37 anni, entrambe impegnate a tempo super pieno nel management di “Yoox”, sito leader di vendite online. “Lavorando quasi tutto il giorno noi per prime avremmo voluto disporre di un servizio hair and beauty che ci semplificasse la vita, prendendosi cura i noi durante l’orario di lavoro o a casa nostra, il mattino presto, la sera o nel week-end”, raccontano le due socie. Creando un booking digitale, hanno selezionato una squadra di libere professioniste disposte a lavorare in totale flessibilità, mettendole poi in contatto con le donne che hanno bisogno di usufruire di tali servizi. Per ora la piattaforma è attiva per ora soltanto a Milano, tutti i giorni, dalle 7 alle 22, ma l’intenzione è di raggiungere presto qualche altra città italiana ed esortarla in futuro in alcune capitali europee. I beauty specialist arrivano all’appuntamento con tutto il necessario per occuparsi dell’estetica delle clienti: capelli, unghie, make up, cura della pelle, massaggi.

Nasiertech- pulizie ecologiche

Irene Scarpa, 31 anni, è la fondatrice di Nasiertech, una start up che nasce in laboratorio inizialmente con l’obiettivo di portare innovazione nel campo del restauro. “Ho sentito parlare della pulizia enzimatica all’Università, durante le lezioni del corso di laurea in Scienze chimiche per la conservazione e il restauro che ho seguito a Cà Foscari. Si tratta di una tecnica ecologica interessante, nota già dagli anni Settanta, ma applicata raramente perché difficile da controllare. Dalla sua tesi magistrale dedicata proprio a questo argomento nasce il prototipo di Nasier, un gel che riesce a rimuovere selettivamente le patine biologiche e organiche dalle tele di quadri e sculture, ma che può trovare impieghi anche nel mondo dell’edilizia e come detergente domestico. La start up, che comincia a produrre in proprio, utilizza i laboratori dell’Università. Ultimamente ha anche ricevuto l’offerta di un partner industriale, che le permetterà di debuttare sul mercato internazionale.

Lunch time casalingo con SoLunch

L’idea di Luisa Galbiati, 55 anni, è semplice: mettere a disposizione di altre persone in pausa pranzo quello che si cucina per se stessi, quotidianamente. Sulla piattaforma di social eating, attiva per ora a Milano, viene pubblicato quello che si offre in quel giorno, l’orario, fino a quante persone si intende ospitare e il rimborso spese che si desidera ottenere. A cogliere la sfida di SoLunch, messa online un anno fa grazie anche al successo di una campagna di crowdfunding, non sono solo casalinghe ma le persone più disparate, tra cui gli studenti fuori sede, che si propongono come “So-Chef” per condividere un pasto e arrotondare il proprio reddito. Un’analoga motivazione spinge gli utenti del sito a prenotare, pagando l’equivalente di un panino, il diritto a consumare un quick lunch in un ambiente casalingo, meno anonimo e più tranquillo rispetto ad un bar. L’alternativa spesso è dietro l’angolo, vicino al proprio luogo di lavoro o di studio. Il rating reciproco garantisce cuochi e clienti occasionali. Tra i potenziali utilizzatori del servizio ci sono anche aziende interessate a proporre al proprio interno una sorta di mensa virtuale, diffusa sul territorio.

 

 

Share on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Tweet about this on TwitterShare on Facebook3
Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono indicati con *

*

*