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Parola d’ordine “Jomo”: per stare meglio bisogna perdersi qualcosa!

Strano, ma vero. Nell’era dell’iperconnessione in cui viviamo, sono sempre più le persone che decidono di adottare una mentalità meno “social”. La tendenza, che prende il nome “Jomo” (acronimo di “Joy of missing you” che significa “gioia di perdersi qualcosa”), è nata di recente in risposta alla moderna “ansia da tecnologia” che purtroppo dilaga soprattutto tra i più giovani.

Si tratta di un atteggiamento basato sull’accettazione del fatto che non si può fare o controllare tutto, e ha lo scopo di imparare ad essere felici anche senza quelle esperienze che di solito si condividono online. Il contrario di “Jomo” è “Fomo” (acronimo di “fear of missing out”), ossia la paura di essere esclusi: un timore tutto moderno, alimentato soprattutto dai social e dai nuovi mezzi di comunicazione.

Una scelta consapevole

La “Jomo” è una filosofia di vita che non si basa su una accettazione rassegnata e passiva del “non posso seguire tutto”, ma richiede consapevolezza e capacità di decidere. Ogni rinuncia deve essere frutto di una scelta effettuata sulla base di un esame interiore e di un bilancio tra possibilità, desiderio, tempo e opportunità. Adottare una “mentalità Jomo” significa essere disposti a trasformare le proprie relazioni interpersonali, non solo in Rete, ma anche nella vita reale.

Ecco come cominciare

Sviluppare questo tipo di atteggiamento mentale richiede un po’ di allenamento ed un lavoro quotidiano su se stessi. Questi sono i primi passi da compiere:

  • Disconnettersi ogni tanto: staccarsi da telefono, pc, e altri device digitali è il primo passo da fare per ritrovare un contatto più autentico con la realtà ed il proprio mondo interiore (spesso messo da parte per inseguire quello virtuale);
  • Accettare la realtà: il che non vuol dire rinunciare a qualsiasi aspirazione, bensì diventare consapevoli di ciò che si ha o che davvero si desidera e si può ottenere, e di ciò che invece è impossibile;
  • Imparare a scegliere: conoscere meglio se stessi è un passo altrettanto importante per mettere in atto un vero e proprio “allenamento della volontà”. Scegliere significa anche iniziare a “desiderare fuori dagli schemi”;
  • Mettere se stessi tra le priorità: dopo aver individuato i propri desideri e obiettivi, bisogna fare i conti con la limitatezza del tempo e delle risorse a disposizione, e creare una scala di priorità per trovare un equilibrio tra i propri interessi e le dinamiche sociali, familiari e lavorative in cui si è immersi;
  • Delegare e farsi aiutare: non si può fare tutto da soli, e non si può essere ovunque. Al lavoro, così come nella vita privata, è il “gioco di squadra” a permettere di gestire più efficacemente determinate situazioni;
  • Imparare a dire di no: essere assertivi permette di dire di no senza alcun rimorso, imbarazzo o senso di colpa. Il che è utilissimo per vivere meglio e più serenamente.

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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