Home > Battaglie per i diritti civili > Malala: ho denunciato il regime dei talebani

Malala: ho denunciato il regime dei talebani

Malala

Una ragazzina di tredici anni riesce a far tremare un intero regime, quello instaurato con la forza e la violenza dai talebani in Pakistan. Si chiama Malala Yousafzai, e mentre le sue coetanee si dedicano alle attività comuni tra le adolescenti, lei gestisce un blog sul quale scrive e denuncia le assurdità di uno stato basato sulla sopraffazione e la pressoché totale mancanza di libertà.

Quella ragazzina impenitente va fermata, pensano i militanti talebani. E così, un anno dopo, Malala rischia di morire per una ferita grave che le viene inferta sulla testa. Si è opposta al divieto di andare a scuola, e hanno tentato di ucciderla per questo motivo. La giovane attivista pakistana non si ferma, non ha paura di morire. Piuttosto ha paura di non essere libera, di non poter esprimere il proprio pensiero come desidera.

Se il premio Nobel per la Pace le è sfuggito per una manciata di voti (è stata la più giovane candidata ad un premio così universalmente ambito), Malala è però riuscita, il 20 Novembre 2013, a vincere il premio “Sakharov” per la libertà di pensiero, assegnato dall’Unione Europea.

Ora Malala ha sedici anni, ed è riuscita a realizzare un suo grande desiderio: parlare agli europarlamentari, dando voce a tutte le persone che non hanno la forza e il coraggio di uscire allo scoperto e denunciare i soprusi e le ingiustizie che sono costretti a subire ogni giorno. In particolare, Malala ha chiesto di dare una penna ed un libro a milioni di bambini a cui viene negato il diritto ad andare a scuola e istruirsi. “Non possiamo immaginare un futuro senza istruzione”, ha detto.

Il premio Sakharov le è stato consegnato dal Presidente del Parlamento europeo, Martin Shultz, a Strasburgo. Lei, Malala, è contenta di aver ricevuto un tale riconoscimento, e vuole continuare a precorrere la strada intrapresa per il riconoscimento dei diritti calpestati nel suo e in altri Paesi del mondo. E ha aggiunto: “Dedico il premio agli eroi dimenticati del mio Paese, il Pakistan, che lottano ogni giorno per i propri diritti umani”. Piccola ma grande Malala.

Cristiana Lenoci 

 

Share on Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Tweet about this on TwitterShare on Facebook0
Autore
Daniele Orlandi
Daniele Orlandi
Giornalista pubblicista, mi occupo di comunicazione in tutte le sue forme. Laureato in Comunicazione Digitale collaboro con testate giornalistiche (quotidiani e settimanali, cartacee e online) e sono specializzato in comunicazione sul web, S.E.O., contenuti editoriali indicizzabili sui principali motori di ricerca, comunicazione in real time. Lavoro da tempo con il team di Articoliinvendita, occupandomi della creazione di contenuti editoriali per il web e la carta stampata.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono indicati con *

*

*