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Le parole curano: scegli quelle giuste

Evocano immagini, ricordi e sensazioni, con effetti positivi sul fisico e sulla psiche. Ci sono parole che trasmettono allegria, altre calma e altre ancora energia: lo confermano gli psicolinguisti e i ricercatori dell’University of Miami medical school in Florida (Usa). Ogni parola che pronunciamo è un’onda di vibrazioni emotive ed elettriche che attiva variazioni biochimiche e metaboliche positive nel corpo. E’ quindi importante scegliere con cura le parole da rivolgere non solo agli altri, ma anche a noi stessi. Ripetere certi termini tra sé e sé attiva i meccanismi cerebrali del buonumore, della positività e delle difese.

Parole infantili per ritrovare la calma, astratte per caricarsi di energia, divertenti per sentirsi più felici, avventurose per reagire e cambiare, musicali per emozionarsi. Qualche esempio? Pensare a parole “aperte” come “prati fioriti” o “mare” permette di sviluppare una maggiore attitudine al pensiero laterale, che rende più inclini a trovare soluzioni creative ai problemi di ogni giorno.

Fanno bene anche le parole scritte

In Usa si sta diffondendo la “bioscrittura”, che esplora le potenzialità di guarigione delle parole: le neuroscienze hanno dimostrato che la rielaborazione e la narrazione di un evento cambia la percezione di quei fatti, tanto da riuscire a trasformare la negatività in positività, la disperazione in speranza.

Le Funzioni dei Mantra

Qualsiasi mantra ha un potere curativo eccezionale: chi lo ripete ogni giorno, per qualche minuto, blocca il flusso della “ruminazione” che deriva dai pensieri ossessivi. Alcune recenti analisi condotte dal City Hospital di Boston e dall’Università della California (Usa) hanno registrato che il battito cardiaco e la respirazione rallentano mentre si recita un mantra. Ciò comporta un abbassamento della pressione e un riequilibrio del sistema nervoso che, a loro volta, influenzano positivamente quello endocrino.

Le parole da evitare

Ci sono termini ed espressioni che vanno evitati, perché sono giudizi assoluti che aumentano le difficoltà di contatto con sé e gli altri (ed hanno un connotato negativo). Qualche esempio? “Prima il dovere, poi il piacere”, “Oggi non ho concluso niente”, “Comincio tante cose e non ne porto a termine nessuna”.

 

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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