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Lasciarsi andare ai piaceri della vita: ecco come fare

Lasciarsi andare ai piaceri della vita

Viviamo in un mondo complicato, che ci invita costantemente a tenere tutto sotto controllo, allontanandoci dai piaceri più semplici ed immediati dell’esistenza. La nostra società è piena di madri multitasking, donne consacrate a vite impossibili: poche ore di sonno, in riunione fino ad un attimo prima della sala parto, in carriera, vittime del culto della perfezione. Abbiamo ormai perso la capacità di essere lievi, di vivere con grazia e leggerezza. Per farlo, dobbiamo lasciar andare gli amori, le persone, le cose e concentrarci soltanto su ciò che ci rende felici.

E’ necessario ridurre il superfluo

Rinnovarsi, fare spazio in noi stessi: è un po’ come mettere ordine, per accettare che non entreremo più dentro un certo vestito e non metteremo il costume acquistato un po’ di anni fa. Tutto nasce da una sottile infelicità che ci accompagna come una musica di sottofondo e che può assumere tanti nomi: insoddisfazione, ansia, noia, tensione, stress, ma il significato è sempre lo stesso. Non stiamo bene nel luogo in cui ci troviamo, non comunichiamo veramente con le persone che ci stanno a cuore e non mettiamo passione in quello che facciamo. Se il nostro modo di essere ci rende tristi, insoddisfatti, frustrati o rabbiosi, dobbiamo fare qualcosa di diverso. C’è bisogno di rovesciare completamente la prospettiva. Anziché pensare in grande, la scrittrice Dominique Loreau suggerisce di pensare alle cose che ci piacciono veramente, e non a quelle che dobbiamo fare per forza o che dobbiamo assolutamente conservare o mantenere.

Via i rumori di fondo e gli oggetti inutili

Si comincia dalla casa, scegliendo il silenzio come regola base. L’obiettivo da perseguire quotidianamente è la superfluidità. Come suggerisce l’interior designer Andrea Castrignano, andrebbero eliminati tutti gli oggetti superflui che abbondano nelle nostre case. Qualche esempio? Centrini ricamati in crochet, bambole, fiori e piante di plastica, souvenir di viaggi, nani da giardino, pupazzetti. Le cose finiscono con il possederci e ci sommergono. Il guardaroba è pieno, ma ci lamentiamo perché non abbiamo niente da metterci ed è infatti provato che indossiamo il 20 per cento dei vestiti nell’80% dei casi. Eppure, sostiene l’icona di stile Ines de la Fressange: “la giornata inizia meglio quando si apre un armadio con dentro poche cose, ma bene organizzate. Sette capi sono l’ideale.

Il timore di staccarsi dalle cose

Lasciar andare le cose è il primo passo per transitare dal senso di perdita alla scoperta dei piaceri che la vita ci riserva. Lasciar andare è un “trasloco emozionale”: quando l’avremo completato, scopriremo che la nuova “casa” ci sta bene e la riempiremo con cura e attenzione. Come sostiene Tal Ben-Shahar, professore di Psicologia positiva all’Università di Harvard, si tratta si di rispondere a tre precise domande: 1) Che cosa ha significato per me?; 2) Che cosa mi procura piacere?; 3) Quali sono i miei punti di forza?. Si tratta di quesiti semplici, ma quante volte ve li siete posti? La risposta è: forse mai. Appena cominciate a sbarazzarvi dalle dipendenze, dal cibo spazzatura, dalle illusioni, potrete cominciare a ricostruirvi.

Vivere al meglio il presente

Esiste un modo per cambiare? La psicologa Consuelo Casula è ottimista. C’è un percorso che non è uguale per chiunque, ma ha linee guida comuni. E vale per tutto, dalla fine traumatica di un amore a quella di un’idea (di carriera, di maternità, di amicizia) a lungo inseguita. Bisogna sintonizzarsi sul presente, senza rimpianti, recriminazioni, risentimenti, accettare la realtà e far pace con le delusioni basate su autoinganni, ingenuità.

Quanto conta la gratitudine

Marina Osnaghi, prima Master certified coach in Italia, è sicura di una cosa: la gratitudine mette in circolo energia positiva, aumenta la forza di pianificare, è associata ad un senso di soddisfazione, fiducia, felicità. Può anche servire da auto-motivazione. Dire grazie abbassa il livello di cortisolo, l’ormone dello stress, del 23 per cento, combatte la depressione, migliora la qualità del sonno. Pensate che è il momento di vivere “qui ed ora”. Se il passato riaffiora, cominciate qualcosa di nuovo, oppure dedicatevi con slancio a progetti accantonati. Ogni volta che vi viene in mente un ricordo doloroso, spostatelo come fosse una nuvola con un gesto delicato della mano, come si fa quando non si vuole avere il sole negli occhi.

Le gioie quotidiane hanno un potere terapeutico

Tre recenti ricerche universitarie hanno evidenziato in maniera inconfutabile il potere terapeutico delle piccole gioie di ogni giorno, che attenuano in maniera significativa il peso dei doveri. Quali sono? I fiori freschi, che mettono allegria, il rito dell’happy hour, il cioccolato (contiene serotonina, ottimo antidepressivo che migliora l’umore), il caffè, le sorprese inaspettate che spezzano la routine. Ma anche piaceri slow come andare al mercato, fare due chiacchiere senza fretta, camminare senza meta, immergersi nelle sensazioni: la seta di un abito, la fresca dolcezza di un gelato, la tentazione di una nuova fragranza, i colori di un tramonto.

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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