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La forest therapy per rigenerare corpo e mente

forest therapy

Dopo aver camminato tra castagni, faggi e conifere ci si sente decisamente meglio: una sensazione positiva da sempre nota ai Giapponesi e che oggi viene riconosciuta dalla scienza. Uno studio giapponese, della Nippon Medical School di Tokyo, ha dimostrato che i monoterpeni, molecole volatili che compongono gli oli essenziali emessi dalle piante dei boschi (pini, faggi, querce, abeti) favoriscono la riduzione di adrenalina e cortisolo, disattivando lo stress. In più tali sostanze hanno un’azione benefica anche sul sistema immunitario: attivano i linfociti Nk (Natural killer), deputati al controllo di virus e cellule tumorali.

Abbracciare gli alberi restituisce energia

E’ ormai dimostrato che ogni albero emette un campo elettromagnetico di debole intensità, ma che ha un’alta affinità con le frequenze emesse dagli organi del nostro corpo. Stare vicino ad un albero o addirittura abbracciarlo rappresenta una vera e propria “ricarica energetica” dagli effetti riequilibranti e tonificanti. I benefici sono diversi a seconda del tipo di pianta: per esempio il tiglio agisce sul sistema nervoso, la quercia si rivela efficace soprattutto per il sistema immunitario e cardiocircolatorio, così come il pino, la magnolia, il frassino e l’olmo.

E’ utile togliersi le scarpe per entrare in contatto con il suolo e godere anche dell’energia delle radici. Si può stare abbracciati ad un albero per qualche minuto. Attenzione, però: ci sono alcune specie che non hanno effetti positivi sul nostro corpo come il noce, il tasso ed il cipresso.

I raggi che filtrano aiutano a meditare

Il sole, si sa, è un toccasana per il nostro organismo. I raggi ultravioletti del sole che penetrano fra i rami degli alberi, soprattutto al mattino e verso sera, stimolano la produzione di Gh, l’ormone della crescita. Uno dei suoi effetti è quello di accelerare il metabolismo del grasso e permettere all’organismo di risparmiare glucosio. Quindi, si limita l’innalzamento della glicemia e si contiene il senso opprimente di fame nervosa. I raggi che filtrano fra i rami, poi, attivano anche vere e proprie meditazioni astratte. Chiudete gli occhi indirizzandoli verso la luce che attraversa i rami. Sulle palpebra apparirà una sorta di quadro astratto composto di tanti punti e arabeschi colorati. Fissate queste forme indefinite e lasciate andare i pensieri. Ha così inizio una meditazione astratta che sul piano del benessere equivale a ripetere un mantra come “OM”, l’antica invocazione recitata in Oriente.

Il canto degli uccelli riequilibra l’umore

Nei boschi è possibile effettuare sedute di sonoterapia passiva, ascoltando il canto degli uccelli e il fruscio dell’aria tra le foglie. I vocalizzi acuti e tremuli degli uccelli attivano le vibrazioni del mesencefalo, un’area che si trova nei pressi del cervelletto e che coordina le percezioni e le funzioni sensitive, e della corteccia prefrontale, che organizza le emozioni ed è orientata alla soluzione dei problemi. L’ideale è fare una passeggiata fra i boschi al mattino presto verso le sei, quando sono all’opera merli, allodole, tordi e cinciarelle e fermarsi per un’ora ad ascoltare i loro vocalizzi. Dal punto di vista spirituale, questo tipo di frequenza ha il pregio di favorire la calma, rallentando il ritmo delle onde cerebrali.

La vista del verde distende e rilassa

Gli operatori forestali, ma anche gli esperti di cromoterapia, lo confermano: l’effetto positivo del colore verde, a differenza del rosso o del giallo, neutralizza il senso di agitazione e induce risposte adattive all’organismo, mediate dal cervello, ben dimostrabili anche con semplici indagini diagnostiche. Osservando il verde, oltre a ritrovare la calma, si cancellano i pensieri ossessivi, rumina tori, quelli che non portano a nessuna soluzione, mentre si potenziano i pensieri orizzontali creativi e più ricchi di connessioni. Inoltre, si registra una diminuzione dei sintomi nei malati di ansia che fanno passeggiate nei boschi con regolarità, più volte alla settimana. E’ ottima l’idea di camminare nel verde con il partner: l’esercizio ha effetti positivi anche sulla relazione.

Dove praticare la forest therapy

Ecco alcuni indirizzi di aree naturalistiche e/o percorsi in cui si può praticare la forest therapy.

In Trentino Alto-Adige: Val d’Ega (Bz), www.eggental.com; in Piemonte: Oasi Zegna, Trivero (Bi), www.oasizegna.com; in Emilia-Romagna: Bologna, Giardino terapeutico di Corte Roncati, www.aiasbo.it; Parco dei castagni, Montecreto (Mo) www.parcodeicastagni.it, in Lazio: Parco bioenergetico di Villa Lina, Ronciglione (Vt), www.relaisvillalina.com

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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