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Il baratto: perché conviene

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Non è solo un stratagemma per combattere la crisi economica: il baratto (il cui utilizzo si perde nella notte dei tempi) oggi è molto di più. E’ un sistema intelligente per non sprecare, e si avvale ormai della tecnologia e dei social network. Il baratto è diffuso anche tra i vicini di casa di uno stesso quartiere, e in questo modo diventa uno strumento per aumentare la socialità e i rapporti tra le persone.

Quando si parla di baratto si fa riferimento ad una delle più diffuse applicazioni della “sharing economy”, l’economia della condivisione che tanto piace anche a noi italiani. Secondo un recente sondaggio sull’argomento, il 10% degli intervistati afferma di utilizzare spesso diverse piattaforme web di scambio di oggetti vari.

Il baratto fa bene all’ambiente e alle persone

Nella sostanza il baratto di oggi non è molto differente da quello praticato in passato: consiste nello scambio di oggetti tra persone. “Io do a te un oggetto che non mi serve più, ma che a te può essere utile e tu mi ripaghi allo stesso modo”. Molte persone si avvicinano a questo metodo motivate da logiche di riutilizzo e di riciclo. Altre, invece, lo utilizzano per fini di solidarietà con i meno fortunati.

Oggi la “piazza” è la Rete

Se una volta per barattare era necessario conoscere l’interlocutore, oggi è possibile raggiungere una schiera sempre più ampia di potenziali “barter” (barattatori). I social network sono ormai diventati la “piazza” su cui pubblicare i propri annunci e mettersi in contatto con gli altri, soprattutto con chi si trova più vicino geograficamente. Lo scambio è più efficace se realizzato nelle vicinanze, nel quartiere o nella propria città. E’ questo il principio che ha alimentato le “social street”, vere e proprie associazioni che dal web stimolano una rete di rapporti nella vita reale.

Scambiare oggetti su Facebook

Basta inserire nel motore di ricerca la parola “baratto” per trovarsi di fronte ad una folta schiera di gruppi dedicati allo scambio esclusivo di oggetti. Si tratta di comunità che condividono il territorio geografico. Dopo essersi iscritti, basta postare un annuncio in cui si descrive dettagliatamente sia quello che si dona che quello che si vorrebbe ricevere in cambio. Se qualcuno risponde si organizza lo scambio. Le regole tradizionali del baratto vogliono che lo scambio avvenga sempre di persona, e non con la spedizione. Altra formula che su Facebook sta riscuotendo successo è quella del “te lo regalo se vieni a prenderlo”. Una strategia che permette a molti di liberarsi di oggetti ormai considerati inutili, mentre chi li stava cercando deve adoperarsi solo per il trasporto.

Baratto su portali specifici con i crediti

Una delle difficoltà del baratto è quella di far coincidere la domanda con l’offerta. Se sto cercando una cassettiera, non è detto che qualcuno voglia scambiarla con il mio vecchio aspirapolvere, per esempio. Per questo motivo sono nati social network e siti dedicati al baratto che prevedono lo scambio solo attraverso crediti. In pratica,ad ogni oggetto viene assegnato un valore. Una volta “venduto”, si ottengono punti da utilizzare per acquistare quello che stiamo cercando.

Il cibo al centro degli scambi

Scambiare uno stereo per una fornitura di uova fresche di giornata? Sembra strano, ma nella maggior parte degli annunci vi sono quasi sempre richieste di prodotti alimentari. Non c’è da stupirsi che questo avvenga, poiché in genere si tratta di prodotti molto ricercati, soprattutto biologici e biodinamici, che hanno un valore economico più alto e che sono difficili da reperire tramite i canali tradizionali.

I siti utili

Sono tanti i siti realizzati in questi ultimi anni e che hanno come oggetto il baratto. Reoose.it è la più grande community italiana, seguita da Coseinutili.it, dove è possibile scambiare il proprio tempo attraverso servizi vari come baby sitting, lavori domestici o piccole riparazioni. Poi c’è iBarter.it, che è un sito più specifico per le aziende.

Le nuove frontiere del baratto

Cambiano i tempi e nascono nuove forme di baratto e scambio. Esiste, ad esempio, il “baratto amministrativo” per saldare i debiti. Il decreto “Sblocca Italia” del 2014 prevede la possibilità per ogni Comune di consentire ai cittadini di eseguire lavori di pubblica utilità dando loro la possibilità di saldare i propri debiti con l’Amministrazione. Una formula che, nonostante sia al vaglio della Corte dei Conti e non sia in vigore ovunque, può essere applicata solo in determinate condizioni, per esempio che il debito non sia superiore ai 5 mila euro e che il reddito Isee sia inferiore agli 8.500 euro.

Altra forma alternativa di baratto è l’orto in condivisione. “Grow the planet” è un social network che insegna a diventare agricoltori. Condividendo il proprio orto e le tecniche di coltivazione, è anche possibile scambiare frutta e verdura appena raccolta con i propri vicini.

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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