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Giulia Di Michele: ecco perché fotografare è un’arte

Giulia Di Michele foto

Succede spesso di guardare una fotografia e di esserne colpiti. I colori, il soggetto rappresentato, il messaggio che vuole trasmettere: sono tanti gli elementi che rendono un’immagine del tutto unica ed insostituibile. Un’immagine riesce ad entrare negli occhi e nel cuore di chi la guarda, se realizzata con passione e sensibilità. Doti che sicuramente non mancano a Giulia Di Michele, venti anni, fotografa di Cerignola (Fg), che sta perfezionando i suoi studi in questa affascinante materia. L’abbiamo incontrata per farci raccontare un po’ della sua storia e dei suoi progetti futuri.

R: Quali doti dovrebbe avere, secondo te, un bravo fotografo?

GCredo che una delle doti indispensabili per un bravo fotografo sia quella di riconoscere la luce, è lei che crea l’immagine, quindi la dote migliore è saperla sentire, interpretare. Quindi, più in generale, direi che un fotografo deve avere una certa sensibilità.

R: Tra le tue esperienze professionali c’è quella di “fotografa sportiva”. Ti piace lo sport, e in particolare a quale disciplina sportiva ti senti più legata?

G: Amo molto lo sport, e questa passione si è unita alla fotografia sin da subito. Ho iniziato a seguirlo durante il Liceo, quando collaboravo con la testata locale “Lanotiziaweb”, seguendo sia il basket che la pallavolo. Poi, dopo essermi trasferita a Modena per continuare gli studi, ho continuato a seguire soltanto la pallavolo, poiché questa città vanta una tradizione pallavolistica fra le più importanti in Europa e non solo. Amo fotografare questo bellissimo gioco di squadra perché richiede, oltre che tantissima concentrazione, anche istinto e un pizzico di creatività per realizzare immagini originali ed uniche capaci di “raccontare” momenti unici quali ad esempio, la vittoria di uno Scudetto.

R: A Settembre scorso hai allestito una mostra fotografica dal titolo “How a dream can change a life”. A cosa si riferisce questo titolo? 

G: Credo che ognuno di noi abbia un sogno nel cassetto, o delle passioni che vorremmo trasformare nel lavoro dei nostri sogni. Riuscirci, correre questo rischio, non è facile. C’è chi sacrifica tutto per un proprio sogno, si investe tantissimo nelle passioni, ma non sempre questo produce risultati. Per questo è indispensabile avere la forza di credere in se stessi, sempre (anche quando il vento soffia in senso contrario). Attraverso questa mostra ho voluto raccontare le storie di otto ragazzi miei concittadini di Cerignola (Fg), che combattono per realizzare i loro sogni e come questo gli abbia cambiato la vita.

R: Ti stai specializzando con un Master in “Immagine Contemporanea” a Modena. Quali sono i tuoi progetti futuri? 

G: A Luglio prossimo concluderò il Master e realizzeremo una mostra finale a conclusione del percorso di questi due anni. Ho tanti progetti per il futuro, ma prima di tutto devo concludere i miei studi in Lettere Moderne, che ho intrapreso parallelamente al Master in Fotografia. Le strade che mi si sono aperte in questi anni sono davvero tante, vedremo dove mi porteranno!

R: Preferisci uno stile fotografico aderente alla realtà, come quello di un fotoreporter, oppure uno stile più creativo e fantasioso?

G: Io preferisco uno stile meno aderente alla realtà, più onirico, come nel lavoro Pianeta 19, dove ho trasformato una pista da skate in un paesaggio lunare o, se vogliamo, in un paesaggio dei nostri giorni. La fotografia mi ha permesso di plasmare la realtà e il paesaggio urbano si è trasformato in un campo di grano!

R: Nell’era digitale che viviamo ognuno di noi si improvvisa fotografo. Ma io ritengo che il fotografo sia un artista nel vero senso della parola, quando riesce a cogliere attimi e momenti che di sicuro altri perderebbero. Sei d’accordo con questa affermazione? Cosa pensi al riguardo? 

G: Credo che in questo “mare di immagini” faccia la differenza avere qualcosa da dire, raccontare una storia, esprimere un’idea. La potenza di una fotografia è tale che quando guardiamo dal vivo il soggetto di una foto abbiamo in mente non più quel luogo, ma la fotografia di quel luogo, non più il soggetto ma il modo in cui è stato rappresentato. Credo che questa sia la vera capacità del fotografo, quella di plasmare la realtà negli occhi degli altri.

Ecco qualche foto scattata da Giulia, il talento c’è e si vede.

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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