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Federico: la musica di Madonna per curare la mia distonia focale

Federico Bitti-fonte foto: theglobeandmail.com

Federico Bitti-fonte foto: theglobeandmail.com

Abbiamo deciso di raccontare la storia di Federico perché, come quella di Danila o altre persone che sono riuscite a vincere una malattia, rappresenta una speranza per tutti coloro che si trovano a vivere una situazione del genere, schiavi di patologie all’apparenza incurabili ed invalidanti.

E’ il 2007. Federico Bitti, giornalista di “Repubblica” , è impegnato nella registrazione di un’intervista video. Ad un certo punto avverte una strana sensazione: i muscoli del collo cedono e la testa gli si gira dalla parte opposta a quella in cui è diretto il suo sguardo. Questa è la prima avvisaglia di una serie di sintomi che verranno dopo, e che gli renderà sempre più difficile svolgere qualsiasi azione, anche la più elementare. La malattia che ha colpito Federico è la distonia focale, una patologia del movimento che provoca spasmi e contrazioni involontarie dei muscoli. La sua origine è per lo più sconosciuta, e questo impedisce di individuare una cura che sia efficace.

Federico prova tutti i rimedi possibili, i neurologi gli consigliano iniezioni di botox per paralizzare i muscoli  e medicinali specifici per rilassarli. Gli viene detto che un intervento chirurgico avrebbe permesso la stimolazione dell’area del cervello responsabile della malattia. Ma Federico non accetta di operarsi: “Un intervento al cervello mi sembrava un punto di non ritorno”. Purtroppo però i sintomi della distonia focale peggiorano e non gli danno tregua.

I medici ripetono il solito ritornello: “Non esiste una causa fisiologica per spiegare la distonia, quindi non vi è alcuna cura”. Il racconto di Federico è straziante: “Dopo tre mesi dalla comparsa dei primi sintomi ho dovuto smettere di lavorare: anche stare seduto, bere, guidare, erano diventate cose assurde per me, vere e proprie montagne da scalare”. Le contrazioni muscolari diventano insopportabili, si irradiano fin nell’addome e nella schiena, Federico stenta a mantenersi dritto. “Ricordo che pochi metri di cammino mi sembravano una maratona!”, aggiunge.

Poi Federico viene informato dell’attività di Joaquin Farias, un professore dell’Università di Toronto che cura la distonia con la riabilitazione motoria. Arrivato in Canada, Federico comincia le sedute, per sei giorni alla settimana, durata 90 minuti. Piano piano, come succede a chi deve riprendersi dopo un ictus, il suo cervello sembra controllare di nuovo il corpo. I progressi sono piccoli, ma costanti nel tempo. Un giorno, mentre sta per tornare in albergo dopo una seduta, sull’iPod c’è una canzone di Madonna, “Vogue”. “Improvvisamente mi sono ricordato di quando mi piaceva ballare liberamente, senza curarmi dei movimenti che facevo. Perso in questi ricordi, mi sono accorto che la mia camminata diventava fluida e naturale”, racconta Federico.

Nell’ufficio del dottor Farias Federico balla come fosse in una discoteca. Quando danza, il suo corpo lo segue, muove la testa da una parte all’altra, e riesce anche a fermarsi e a restare immobile. Certo, non è ancora guarito del tutto dalla distonia focale, forse la strada verso la guarigione è ancora lunga, ma Federico sente che questa è la strada giusta da seguire. E questo gli dà una grande forza. Siamo sicuri che ce la farà.

Articolo realizzato da Cristiana Lenoci

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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