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Erika Ghezzi: con la fotografia racconto le emozioni

Erika Ghezzi- fonte foto: Elena Givone

Erika Ghezzi- fonte foto: Elena Givone

Possiamo comunicare e veicolare messaggi in tanti modi. Uno dei mezzi più potenti ed immediati a nostra disposizione è sicuramente l’immagine. Conoscere Erika Ghezzi, giovane fotografa di Novate Milanese (Mi) ci ha aperto le porte di un mondo, quello della fotografia, in costante evoluzione e sviluppo. Una forma espressiva che, come Erika stessa sottolinea, “è in grado di suscitare domande e curiosità intorno alle dinamiche che regolano il nostro pianeta”.

Fotografare è una forma di arte, un modo di rappresentare la vita di tutti i giorni cogliendo sfumature di colori ed emozioni negli occhi delle persone e dell’ambiente circostante. Mi piace pensare ad un fotografo come ad un interprete della realtà che rivela inedite sfaccettature e punti di vista, mettendo a fuoco non solo paesaggi e volti, ma sensazioni, emozioni, desideri e attimi di felicità. Attraverso le immagini un fotografo riesce a raccontare storie, proprio come uno scrittore fa con le parole. Il fotografo è un artista, un professionista in grado di immortalare la bellezza ovunque si trovi. Ma la fotografia è prima di tutto una passione.

E’ stata proprio questa, insieme alla curiosità, a spingere Erika, già laureata in Interior Design, a frequentare un corso di fotografia professionale.

Dopo aver svolto diverse collaborazioni, Erika attualmente è coordinatrice di “Around Gallery”, un’organizzazione costituita da giovani creativi e artisti dediti all’allestimento di mostre, gallerie d’arte, eventi formativi. L’abbiamo incontrata per capire come muove i suoi passi una promettente fotografa e quali sono le sue aspirazioni e gli obiettivi futuri.

R: La fotografia come forma di arte e comunicazione: quali sono i soggetti e le situazioni che ti riesce più spontaneo e facile cogliere e fermare in immagini?

E: Amo fotografare e quindi comunicare e condividere quello che mi fa fermare a riflettere. Ciò che mi trasmette emozioni, ciò che mi insegna, ciò che è nuovo, ciò che stimola la riflessione. Con la fotografia si è acceso il mio sguardo osservatore e curioso, desideroso di crescere e sviluppare una maggiore sensibilità e attenzione nei confronti di ciò mi circonda. Ho imparato ad addentrarmi in ogni circostanza e ad indagare nei meandri del prossimo. Non so ancora esattamente a quale ambito della fotografia io sia più dedita o interessata, né so se sia giusto scegliere e quindi escludere. Ciò che mi è profondamente chiaro è che voglio occuparmi di rappresentare le emozioni. Una fotografia che racconta e che, transitando da queste, sia in grado di suscitare curiosità e domande sulle dinamiche complesse dell’esistenza.

R: Sei laureata in Interior Design. Quali sono le attitudini e le competenze di questo corso di studi che ti sono tornate utili nell’attività di fotografa?

E: Progettare un interno mi ha insegnato a dar valore ai dettagli, a essere precisa e ordinata. Mi è servito per capire che il punto di vista può fare la differenza, a percepire uno spazio nella sua tridimensionalità. Ho imparato a pensare per volumi, linee, forme, luci e colori. Ho iniziato ad osservare e ascoltare più intensamente.

R:  Raccontaci in cosa consiste il tuo ruolo di coordinatrice di Around Gallery.

Around Gallery è una realtà dedicata alla fotografia d’autore che è attiva nell’organizzazione di mostre, nella pubblicazione di libri, nella formazione, nella consulenza e nella produzione di servizi fotografici e video.

Io in particolare modo, mi occupo della pianificazione,supervisione e del coordinamento delle varie attività svolte, oltre a far parte degli autori per la realizzazione di foto e video e occuparmi di postproduzione, montaggio e grafica. Inoltre lavoro alla stesura di progetti, svolgo attività di promozione e pubbliche relazioni. E non da ultimo assisto la direzione nei processi di produzione, editoriali e galleristici.

R: Essere una giovane artista in Italia: quali sono, secondo te, le principali difficoltà da affrontare per affermarsi in campo artistico nel nostro Paese?

E: E’ una domanda molto complessa per me che sto muovendo i primi passi come giovane artista nello scenario italiano. Ciò che posso dire è che il mio Paese mi sta offrendo la possibilità di crescere e di esprimermi sotto la forma d’arte che mi identifica: la fotografia.

Come? Attraverso un’offerta culturale e artistica molto ampia. Sono infatti molte e di qualità le mostre, i dibattiti, gli eventi, i festival, le associazioni e le personalità di rilievo con cui e in cui scambiarsi il sapere. Trovo che ci sia una ricchezza enorme in questo paese, ma va colta e ricercata. Non è di certo semplice farsi spazio, ma con tanto impegno, determinazione, semplicità e cuore credo ci si possa riuscire.

Milano in particolare, può essere  una buona base e trampolino di lancio per conoscere quelle difficoltà che un giovane artista deve toccare con mano per poter crescere prima come persona e poi con artista.

R: Fotografia e tuoi progetti futuri. Come ti immagini da qui a dieci anni dal punto di vista professionale?

E: Se proprio vogliamo sognare in grande, ecco, mi immagino con una base fissa in Spagna o in un paese latino, e una professionalità tale da permettermi di viaggiare per il mondo. Mi immagino con tante esperienze culturali, artistiche e umane alle spalle e un bagaglio enorme da poter condividere e offrire agli altri.

Un progetto a lungo termine potrebbe essere semplicemente quello di imparare a regalare emozioni e storie agli altri per accender in loro una scintilla, una riflessione che possa dare vita a un’altra lunghissima storia.

R: Hai partecipato ultimamente ad un concorso per giovani artisti la cui premiazione si svolgerà il 25 Marzo prossimo a Milano. Ci parli di questa iniziativa e dell’opera che hai presentato (con la quale sei arrivata in finale)?

E: La Mostra – Workshop MILANO CITTÀ MONDO, che è l’esito finale del concorso omonimo, nasce con lo scopo di valorizzare Milano come città creativa, produttiva, internazionale e multiculturale, in vista dell’apertura di Expo 2015.

La mostra riunisce le opere dei 50 finalisti selezionati e in nella serata dell’inaugurazione saranno proclamati i tre vincitori da un’autorevole giuria coordinata da Laura Cornejo.

La mia proposta artistica intitolata MAKEMESMILE, vede una Milano fatta di volti e di sorrisi, di cuore e di nutrimento per l’animo, in quanto vorrei che i visitatori di Expo 2015 fossero accolti con questa energia. Mi piacerebbe che ognuno di noi accogliesse il prossimo in modo solidale e sincero. Mi piacerebbe che gli elementi di interconnessione con il mondo fossero rappresentati proprio da queste peculiarità, semplici e vere. Mi piacerebbe che la gente e le relazioni fossero i luoghi e le esperienze con cui i visitatori ricorderanno questa città.

Ho voluto presentare Milano con un’immagine solare, colorata e felice e vorrei che questa immagine non restasse solo una mia rappresentazione artistica creativa. Vorrei che quest’immagine prendesse vita, diventando realtà. Possiamo aiutare Milano, come tutto il resto del mondo, a essere in pace trasmettendo al prossimo la nostra energia positiva, la nostra passione e amore. Possiamo dare origine a una catena di sorrisi che diventi infinita, perché il pianeta venga nutrito anche dall’energia e amore per la vita.

#MAKEMESMILE

L’energia e la positività di Erika ci hanno conquistato. Le sue foto trasmettono buon umore e ottimismo, per questo le auguriamo in bocca al lupo per un brillante futuro nel campo della fotografia.

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Intervista realizzata da Cristiana Lenoci

 

 

Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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