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Emma B: la passione per la fotografia contro la depressione

emma boleyn

Un percorso difficile, costellato di momenti neri e di ricadute, ma che ha dato la possibilità ad Emma, appena ventenne, di riscoprire ciò che conta davvero nella vita. Il tunnel che Emma ha attraversato con tenacia e coraggio dall’età di tredici anni è quello della depressione, un “male oscuro” che non risparmia i più giovani e che lascia ferite profonde nell’animo. Emma è una ragazza pugliese socievole, molto carina, con una grande passione: la fotografia. Con il sorriso riesce bene a mascherare la sua disarmante fragilità.

L’abbiamo incontrata in occasione della mostra fotografica allestita presso il laboratorio giovanile “Resurb” di Cerignola (Fg). Il titolo di questo primo progetto fotografico personale di Emma Boleyn (questo è il suo nome d’arte) è “Disorder”. E’ lei stessa a presentare le fotografie, a spiegarle, a chiedere allo spettatore che emozioni suscitano gli scatti. Il suo racconto è vivo, vero, fa male come tutte le storie realmente vissute e che hanno lasciato ferite ancora aperte e sanguinanti. Guardare le foto di Emma è come entrare di soppiatto nella sua vita, condividendo la depressione, i momenti di vuoto, la solitudine ma anche la voglia di uscirne.

Nonostante gli scatti siano tutti in bianco e nero, in alcune immagini si intravede uno spiraglio di luce. La debolezza di Emma ad un certo punto diventa la sua forza, e la fotografia è il mezzo per comunicare agli altri il suo disagio. Negli autoscatti Emma esprime la  sofferenza, il suo mettersi da parte per vergogna e paura di non essere capita.

R: Depressione e passione per la fotografia: parlaci di queste due presenze costanti nella tua vita.

E: La depressione è apparsa cinque anni fa e non è più andata via. Ogni tanto ribussa alla mia porta, non mi chiede se può entrare, tipo quei parenti indesiderati. Quando ero bambina e frequentavo le scuole elementari sono state vittima di episodi di bullismo. Mi sono portata dietro per tanto tempo questa ferita e ho dovuto lavorare parecchio su me stessa per superare la sensazione di disagio e vergogna che provavo. Sono una persona molto sensibile e questo lato del carattere mi ha reso sempre fragile ed insicura. Inoltre, durante l’infanzia, ho subito la perdita dolorosa di alcune persone care. La depressione mi ha “divorata” privandomi di amici ed affetti, per fortuna la mia famiglia è riuscita a starmi vicino, anche se all’inizio ha sottovalutato il mio problema, pensando ad un temporaneo disagio adolescenziale.

Poi ho cominciato una vera e propria terapia comportamentale che mi ha aiutato molto a capire  e ad accettare quei lati di me stessa che non mi piacciono. La passione per la fotografia, che coltivo fin da piccola, mi ha salvata dal baratro in cui ero caduta: mi ha dato la forza di alzarmi e di “raccontarmi” attraverso gli autoscatti. Con questi autoritratti ho deciso di mettermi a nudo una volta per tutte, non so nemmeno io dove ho trovato il coraggio, grazie alla fotografia voglio mandare un messaggio a chi, come me, ha vissuto o sta vivendo il dramma della depressione: non nascondetevi, non rinnegate la malattia e non abbiate vergogna di chiedere aiuto.

R: Il primo amore finisce e la depressione fa di nuovo capolino: come hai rielaborato il “lutto” di questa storia finita?

E: Per una persona che soffre di depressione come me è difficile accettare la fine di un amore, che nel mio caso è stato il primo. Ho inserito in questo progetto una foto che ritrae me e lui insieme con lo sfondo del Duomo di Milano, in un momento felice. Ma i nostri volti sono cancellati: lui è scappato, mi considerava una ragazza troppo “impegnativa”.

R: Alcune foto sono molto “forti”: il tuo obiettivo è quello di creare uno shock in chi le guarda?

E: Esattamente. Voglio più che altro indurre ad una riflessione: dietro ogni foto c’è un senso da capire, un messaggio da interpretare.

R: Possiamo dire che Emma ce l’ha fatta a superare il momento più critico della sua vita?

E: La depressione è un male subdolo, è sempre dietro l’angolo, pronto a fare capolino. Però oggi mi sento più forte e sicuramente in grado di affrontare meglio le difficoltà.

R: Cosa farà Emma da grande?

E: Su questo ho sempre avuto le idee chiare: vorrei fare la fotografa per le riviste di moda. La moda mi è sempre piaciuta, è follia, è creatività, è colore.

E noi auguriamo ad Emma che la sua vita d’ora in poi sia piena di tanto colore e che possa realizzare i suoi obiettivi professionali.

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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