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Come diventare un numero Uno

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Campioni si diventa, allenandosi con disciplina e rigore, cercando sempre di superare i propri limiti, senza mai dimenticare una buona dose di umorismo ed empatia.

Primeggiare nel lavoro, nello sport, nella ricerca, nella musica o nell’arte: i numeri uno hanno in comune la capacità di sviluppare, attraverso un corretto “addestramento” e una disciplina rigorosa, abilità che altrimenti non emergerebbero. Ciascuno di noi è in grado di diventare un “number one”, sempre più competente nel proprio ambito fino ad eccellere se si allena efficacemente. Ecco qualche consiglio su come fare.

Superare la “zona di comfort”: attraverso la risonanza magnetica è stato accertato che il volume dell’ippocampo (area del cervello sede della memoria) delle persone dotate di particolari abilità musicali, linguistiche o logico-matematiche è maggiore rispetto a quello delle persone che rimangono statiche senza oltrepassare la c.d. “zona di stabilità o comfort”.

Ciò che fa la differenza è appunto la capacità di superare l’inerzia e opporsi al comfort: il consiglio è di praticare sport, in particolare scherma e tennis. Può essere utile scrivere un programma per raggiungere gli obiettivi e seguirlo passo dopo passo.

Pensare in grande: le persone che arrivano ad essere leader nel loro settore difficilmente si accontentano di risultati mediocri. Anzi, non sono mai appagati di quello che hanno fatto. Il miglioramento delle prestazioni procede in parallelo con il perfezionamento della visione d’insieme, delle rappresentazioni mentali. L’aiuto in più può arrivare dall’intervistare conoscenti che hanno realizzato al meglio un progetto, per coglierne strategie, segreti e annotarli per utilizzarli come materiale di progettazione.

Osare senza paura dei rischi: secondo uno studio della Federazione italiana sport invernali, chi “osa” sfidare il rischio praticando sport estremi o impegnandosi in altre competizioni in cui è richiesta una notevole capacità di concentrazione, riesce a mettere a punto con migliori risultati il proprio controllo emotivo a tutto vantaggio della prestazione. Anche l’impegno in altre performance, ad esempio una partita a scacchi con avversari temibili ha effetti positivi sulla memoria e la capacità di calcolo delle probabilità. Provate ogni giorno a fare una scelta diversa dal solito, ad esempio cimentarsi a mangiare con le bacchette.

Imparare a proporsi: è fondamentale valorizzare se stessi e i propri punti di forza facendosi conoscere dagli opinion leader del settore di appartenenza, mettendo a disposizione le proprie competenze e lasciando tracce di sé ovunque sia possibile. Mettersi in relazione con più persone possibili e stabilire rapporti ci offre la possibilità di avere maggiori situazioni di confronto e feedback, opportunità che non si avrebbero altrimenti. E poi cercare di ottenere qualche riconoscimento o premio magari partecipando a gare e concorsi online.

Comunicare con chiarezza: è sbagliato parlare sull’onda della rabbia o dell’emotività. Meglio aspettare, raccogliere le idee e individuare il momento e la situazione per esprimersi con un linguaggio pacato. Saper comunicare efficacemente con tutti vuol dire riuscire a cogliere i bisogni degli altri, trovando un’area di interesse.

Parlare in pubblico: un leader, un numero uno deve conoscere bene gli aspetti emozionali della comunicazione ed esercitarsi ad esprimersi in modo chiaro davanti a più persone. Parlare in pubblico significa saper condividere: proprio la condivisione permette di avere il consenso degli altri. Può essere utile allenarsi con un paio di amici e ridurre il livello di tensione ricorrendo ad una tecnica di rilassamento, ad esempio il training autogeno.

Mantenere alto il tono dell’umore: benessere e allegria fanno rima con determinazione, concentrazione, che sono elementi indispensabili per raggiungere gli obiettivi prefissati. Sorriso ed umorismo facilitano inoltre l’eliminazione dei pregiudizi, che spesso rimangono nell’archivio mentale per nostalgia o semplice pigrizia. Per mantenere il buonumore è fondamentale seguire una dieta corretta. Sì al consumo di cibi con vitamine del gruppo B, indispensabili per il mantenimento dei globuli rossi, che favoriscono l’ossigenazione cerebrale: germe di grano, lievito di birra, pesce e carne. Via libera anche a latte e formaggi. La Società italiana di nutraceutica segnala che per migliorare le performance cerebrali è importante introdurre nella propria dieta un’integrazione di acidi grassi buoni, ossia di omega 3. Questi nutrienti sono contenuti per lo più nei prodotti del mare e nella frutta a guscio, ma con la dieta è difficile che si riesca a coprire il fabbisogno giornaliero. Un aiuto in più: curare le piante insegna a coltivare l’arte della pianificazione o progettazione ed abitua ad applicarsi verso il raggiungimento di un obiettivo che fa sentire soddisfatti.

Condividere e amare: una ricerca pubblicata sull’Harvard Business review lo conferma: per diventare solidi numeri uno serve una buona dose di altruismo. Ogni gesto di condivisione e amore cresce come un albero, comporta un cambio di prospettiva, regala una nuova visione delle cose e “atrofizza” l’area del cervello collegata alle emozioni negative radicate nella paura (amigdala). Non solo: contribuisce a sviluppare le aree prefrontali del cervello che orientano verso la voglia di fare e la serenità. Regalare, aiutare gli altri sono azioni che mettono in circolo le endorfine, sostanze del piacere, capaci di neutralizzare preoccupazioni e tensioni.

 

 

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Autore
Cristiana Lenoci
Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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